SELECT id,varie,link,titolo,descrizionesezione,data_cache_schedina,cachesc FROM pagine WHERE ((sezione = '84' and varie = 'pagina' and pubblicato = 'si') or (sezione = '84' and varie = 'rivista' and pubblicato = 'si')) order by power desc,pertinenza desc,titolo LIMIT 0,16 coltivazione orchidee

Coltivazione orchidee

Non risulta essere un’attività particolarmente difficile quella della coltivazione delle orchidee, ci sono però degli accorgimenti da adottare dei quali è impossibile fare a meno per il corretto mantenimento della pianta in questione. Le orchidee, com’è noto, hanno tantissime specie ed ognuna di esse ha delle vere e proprie preferenze di sopravvivenza, se così possiamo definirle, nonostante la loro grande attitudine all’adattamento in ambienti diversi. Fondamentale è la conoscenza delle loro origini, per favorirne la crescita e la fioritura, e il raggiungimento dell’equilibrio richiesto da ciascuna di esse tra luminosità, temperatura ed umidità. Anche per quanto riguarda l’innaffiatura ci sono differenze, alcune magari gradiscono dei periodi di pausa, mentre altre possono immagazzinare acqua per lunghi periodi, la cosa importante però è che l’acqua non ristagni nei fiori o nelle foglie così da evitare marciumi, ... continua

Articoli su : Coltivazione orchidee


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      prosegui ... , un consiglio poi è quello di non usare preferibilmente acqua di rubinetto in favore invece di quella piovana.Il modo di coltivare le orchidee varia a seconda della specie. Queste piante amano la luce, ma assolutamente non l’esposizione diretta ai raggi del sole. Nella nostra penisola la temperatura giusta per lo sviluppo delle orchidee può essere considerata quella casalinga durante l’inverno. Oltre alla temperatura, anche l’umidità deve essere giusta, onde evitare problemi alle foglie le quali possono essere vittime di macchioline giallognole e deperimento. In estate, l’innaffiatura deve avvenire dalle due alle quattro volte a settimana, non di più, mentre con il freddo ci si può limitare ad una volta. Il terreno per una giusta coltivazione dovrebbe essere morbido e areato. Provenendo dalle zone tropicali, queste piante non sono vittime di parassiti nei nostri ambienti. Gli unici problemi, dunque, possono essere causati soprattutto dalle variazioni di temperatura, luce e umidità poco favorevole. Le tipiche orchidee vendute in nel nostro paese nascono spesso da ibridi e si adattano a condizioni di temperatura diverse, anche se vanno mantenute comunque quelle simili alle originarie.Vista la vasta specie delle orchidee, le esigenze climatiche delle quali necessitano possono essere diverse a seconda del tipo della pianta, anche se c’è da dire che in sé non è una pianta difficile da coltivare, basta rispettare pochi ma essenziali aspetti. In primo luogo è necessario conoscere che tipo di orchidea si sta trattando e quindi la zona di origine, proprio per facilitarne la coltivazione, principalmente in relazione alle condizioni climatiche di cui essa necessita. La cosa essenziale è riuscire a ricreare il giusto equilibrio tra tre fattori principali, la luminosità, l’umidità e la temperatura, solo in questo modo infatti si può sperare in una corretta coltivazione della pianta al fine che essa prosperi e fiorisca. Nonostante infatti il grande adattamento che possiede l’orchidea, temperature troppo differenti ad esempio da quelle ottimali, potrebbero causare deturpazioni nelle foglie e nei fiori, e quest’ultimi, data la loro bellezza, sono uno dei motivi principali per il quale si decide di possedere una pianta del genere.La coltivazione di orchidee non è una pratica particolarmente difficile, bisogna però essere in grado di prendere piccoli ma fondamentali accorgimenti per il corretto funzionamento di quest’attività. E’ sicuramente una pianta che possiede una grande capacità di adattamento a diversi ambienti, vista la sua presenza in moltissime parti del mondo, proprio per questo motivo però, bisogna prima di tutto conoscere la reale tipologia della pianta che si possiede, per trattarla nel migliore dei modi, cercando di ricreare le condizioni ottimali ad essa necessarie. L’orchidea ad esempio ha bisogno di molta luminosità, ma non è consigliabile esporla direttamente ai raggi solari. Un altro aspetto che non va sottovalutato è poi la ricerca di un giusto equilibrio tra temperatura ed umidità, quest’ultima ad esempio, se eccessiva, può provocare la comparsa di macchie sui fiori, se troppo bassa invece può causare raggrinzamenti della vegetazione. E’ bene quindi documentarsi a dovere riguardo di cosa abbia realmente bisogno la pianta in questione.A seconda della tipologia di orchideaa, la coltivazione può subire delle variazioni. Amanti della luce, ma non dell’esposizione diretta al sole, la temperatura giusta per il loro sviluppo può essere anche riscontrata nei nostri appartamenti durante l’inverno. Non solo la temperatura, ma anche l’umidità incide sul loro sviluppo e sul crescere bene delle foglie le quali possono essere vittime di deterioramento. Anche l’innaffiatura incide sulla crescita della pianta: dalle due alle quattro volte a settimana in estate, non più di una durante l’inverno. Per una giusta coltivazione, il terreno deve essere ben areato e soffice. Pochi i rischi a livello parassitario: provenendo da zone tropicali, i parassiti originari non si ritrovano qua in Italia, dove l’orchidea può subire danni solo per una cattiva gestione da parte di chi la cura. C’è poi il vantaggio che le classiche orchidee vendute nel nostro paese provengono da ibridi, quindi sono più adattabili a temperature diverse che non devono però discostarsi troppo dalle originarie.A seconda della loro diversa origine geografica, le diverse specie di orchidee nutrono esigenze climatiche altrettanto differenti. Chi si volesse infatti cimentare nella coltivazione di questa splendida pianta, ha la necessità di venire a conoscenza della storia, in un certo senso, della pianta in questione, e quindi di cosa ha realmente bisogno. Senza dubbio, l’aspetto che assolutamente non può venir meno nella coltivazione dell’orchidea, è trovare il giusto equilibrio tra tre aspetti fondamentali alla sopravvivenza della pianta, ovvero luminosità, umidità e temperatura. Essendo una pianta che ha grande spirito di adattamento può essere coltivata anche in casa nei mesi invernali, mantenendo magari una temperatura media nell’ambiente di circa 15°-18° C, e anche se necessita di parecchia luminosità, è bene non esporla direttamente ai raggi solari. Consigli sull’annaffiatura, possono variare da specie a specie, motivo in più, questo, per documentarsi a dovere sul tipo di orchidea che si possiede. Non tutte le specie di orchidee necessitano dello stesso tipo di trattamento nella coltivazione. Una delle cose fondamentali è tenerle sempre con una buona illuminazione, senza esporle direttamente alla luce solare che potrebbe causare problemi. Le orchidee “nostrane” si adattano bene alle varie temperature anche se bisogna comunque fare sempre attenzione a predisporle nelle condizioni ottimali onde evitare problemi alle foglie che spesso sono vittime di macchie gialle ed appassimento se mal tenute. Non bisogna eccedere con l’innaffiatura: massimo quattro volte a settimana durante l’estate, una in inverno con il freddo. Il terreno dove piantarle deve essere soffice e ben areato, anche se sono poco esigenti di elementi nutritivi. I maggiori problemi per le orchidee non provengono dai parassiti come accade a molte altre piante, ma derivano soprattutto dalla cattiva gestione di irrigazione e dall’eccesso di umidità. Nonostante ciò, possiamo dire che queste piante sono abbastanza adattabili alle varie temperature.Le tecniche di coltivazione delle orchidee variano da specie a specie. Queste piante amano la luce, anche se non l’esposizione diretta ai raggi solari. In Italia la temperatura ottimale per la crescita delle orchidee può essere considerata quella interna alle case durante la stagione invernale. Anche l’umidità deve essere ben bilanciata, per evitare il deterioramento delle foglie che possono essere vittime di macchie e ingiallimento. Durante le stagioni calde, l’innaffiatura deve avvenire dalle due alle quattro volte a settimana, mentre con le basse temperature ci si può limitare ad una. Il tipo di terreno da utilizzare dovrebbe essere soffice e ben areato. Essendo originarie di zone tropicali, le orchidee non trovano parassiti nei nostri ambienti. Le alterazioni, dunque, possono essere causate soprattutto per variazioni di luce, temperatura e umidità poco favorevole. Le classiche orchidee vendute in Italia nascono spesso da ibridi e si adattano quindi a condizioni di temperatura diverse, anche se non troppo lontana da quella originaria. Le orchidee sono piante che non sono molto difficili da coltivare, anche per questo infatti, oltre che per la bellezza dei loro fiori, è facile trovarne in molte case. Il giusto equilibrio tra luminosità, umidità e temperatura è uno degli aspetti fondamentali per la sopravvivenza di queste piante, e vista la vasta specie, le esigenze non sono uguali per tutte. Per quanto riguarda la luminosità ad esempio, caratteristica molto importante per la coltivazione, alcune preferiscono la penombra (anche se in generale tutte le specie necessitano di parecchia luce), molte non tollerano i raggi diretti del sole, pur avendo bisogno di molta luminosità, per alcune magari c’è bisogno addirittura di usare luce artificiale e così via, è infatti importante conoscere bene la tipologia di pianta che si ha per trattarla al meglio. Il vaso o contenitore dove tenerle può variare a seconda del tipo di orchidea e quindi delle radici che possiede, possono ad esempio essere interrate o magari tenute sospese in cestini di legno.La coltivazione e la cura delle orchidee varia di specie in specie. Sicuramente una delle cose fondamentali è tenerle sempre con una buona illuminazione, ma senza esagerare in quanto i raggi del sole potrebbero danneggiare le foglie e la pianta stessa. In inverno l’orchidea si adatta alla temperatura interna delle case, anche se bisogna sempre fare molta attenzione nel modo di tenerle. I problemi principali per la pianta in questione non riguardano i parassiti, i quali si trovano principalmente nelle terre d’origine, ma soprattutto la gestione di acqua e l’adattamento al terreno che dovrebbe essere morbido e ben areato per non far soffrire il vegetale. Grande attenzione va fatta all’innaffiatura di queste piante che se irrigate eccessivamente possono subire dei problemi. Il giusto apporto di acqua è da considerarsi dalle due alle quattro volte a settimana in estate e non più di una ogni sette giorni in inverno. Un eccesso di acqua può scaturire la fuoriuscita delle radici dal vaso e causare problemi alla pianta.I fiori d'orchidea sono composti da sei tepali (gli elementi di un fiore che non ha distinzione tra calice e corolla sono denominati in questo modo), ma più comunemente si può dire che sono presenti tre petali, di cui uno chiamato labello, e tre sepali, ossia foglie modificate. Il labello, in particolare, ruota di 180 gradi verso il basso durante la fase d'apertura in un processo identificato come resupinazione. In alto l'antera contiene il polline e sovrasta lo stigma che ha il compito di trattenere il polline; più in basso c'è poi l'ovario, al cui interno si formerà la bacca, a sua volta contenente i semi. La struttura centrale è denominata colonna è esattamente al centro del fiore e contiene tutti gli organi necessari alla riproduzione, ed i fiori di orchidea riescono anche in questo dando la dimostrazione di quanto la natura allo stesso tempo possa essere complessa.