giardino zen

Per chi è animato dalla ferma intenzione di riscoprire la bellezza degli elementi naturali, e ritrovare l’armonia con questi, non c’è niente di meglio che la visita ad un giardino zen. Si tratta di una tecnica di giardinaggio basata sull’essenzialità degli elementi, ma anche su simbologie ed evocazioni specifiche e precise: in questo spazio verde, nulla è al suo posto per caso. Un giardino zen è il luogo ideale per tornare ad ammirare i fiori e i frutti, per rimanere ancora incantati dal ciclo della vita che segue le quattro stagioni, dimenticandosi per un attimo dell’abitudinaria vita frenetica. Chi lo sceglie per fini puramente decorativi non ne trarrà i benefici di chi è pienamente consapevole dell’importanza di ogni singolo elemento naturale. E’ fin troppo facile rimanere incantati dalla particolare atmosfera e colpo d’occhio che regnano tra i sentieri di questo luogo, ... continua

Articoli su : giardino zen


1          3      4      ordina per:  pertinenza   alfabetico   data  
    1          3      4      ordina per:  pertinenza   alfabetico   data  
      prosegui ... , la cui bellezza è evidente malgrado la scarsità dei complementi d’arredo.

      Chi progetta un giardino zen e decide di arredarlo, deve sapere che la scelta degli accessori va eseguita in maniera consapevole, e non dettata da fini espressamente decorativi. In un giardino zen, ogni elemento è al suo posto per una ragione precisa. L’acqua, per esempio, può essere rappresentata sia da una cascata che da uno stagno, ma anche da una fontana, a patto che questa sia in un punto determinato del giardino, in cui non porterà lacrime. Troppe fonti d’acqua, infatti, simboleggiano il pianto. Elemento essenziale in un giardino zen è la ghiaia, sulla quale si tracciano linee parallele utilizzando un rastrello: evocano il fluire dell’acqua e non devono essere interrotte. Chi desidera una fontana, non può contare su quelle “comuni” che popolano i giardini all’italiana, ma su una fontana zen, del tutto differente e particolare. Il vantaggio principale di chi ama la filosofia zen e vuole organizzare il proprio ambiente esterno secondo queste regole, è la possibilità di farlo anche se si dispone di uno spazio verde ridotto.Nata in Giappone diversi secoli fa, la tecnica del giardino zen si è gradualmente diffusa in tutto il mondo: tuttavia, chi ha bisogno di elementi ed accessori per questo tipo di arredamento, potrebbe rimanere deluso da una visita ad un negozio specializzato in giardinaggio. Si tratta di un tipo di giardino “poco commerciale”, noto soprattutto a chi ha deciso di accostarsi alla filosofia zen, per cui i complementi originali spesso possono essere difficili da trovare. In rete, le possibilità di acquisto si moltiplicano: esistono molti siti specializzati nelle forniture per giardino zen e, per essere sicuri di pescare nelle giuste acque, ci si può rivolgere a portali giapponesi. In Italia, molti degli articoli presenti, spesso non sono originali, e questo permette di acquistarli anche ad un costo inferiore. In generale, prima di iniziare la progettazione di un giardino zen, è consigliabile documentarsi sui principi che regolano questa filosofia: in libreria ci sono tanti testi che aiutano ad avere le idee più chiare.C’è una nazione al mondo che da diversi secoli ormai ha sviluppato una concezione dell'ambiente esterno del tutto particolare, specificamente basata più che sull’estetica e sulla funzione decorativa, sulla capacità dello spazio verde di mettere (o rimettere) l’uomo in completa armonia con la natura. E’ il Giappone: entro i suoi confini è nata – diffondendosi praticamente in ogni angolo del mondo – la tecnica del giardino zen, rispondente agli insegnamenti di una complessa ed affascinante filosofia. All’interno di un giardino zen ogni elemento deve trovarsi al posto giusto, per ricreare l’armonia e l’equilibrio della natura. Un’importanza fondamentale è rivestita anche dalle fasi di preparazione e cura del giardino, che più che dirigere i propri sforzi verso l’abbellimento e la decorazione, hanno funzioni evocative e simboliche. Vivendo, abitando, contemplando il giardino, l’uomo cerca di avvicinarsi agli elementi naturali e trovarsi in armonia con questi.Tra le più famose ed affascinanti tecniche di giardino, c’è sicuramente quella del giardino zen. Sviluppata in Giappone e poi diffusa in tutto il mondo, questa pratica segue principi semplici ma essenziali. Il primo è quello dell’asimmetria: chi progetta un giardino zen deve tener presente che, in base a questa filosofia, tutto ciò che è simmetrico e lineare, è artefatto. Le forme di uno spazio verde di questo tipo, quindi, saranno sinuose e naturali. In questo senso, è fondamentale evitare di porre nel giardino elementi in numero pari: la forma più comune è per questo il triangolo. Inoltre, chiunque abbia intenzione di progettare un giardino zen deve considerare la natura come la principale fonte di ispirazione: in un piccolo spazio si cerca di riportare le sensazioni evocate dagli ampi orizzonti naturali. Fondamentale, infine, è la prossimità di elementi contrastanti: si usa, per esempio, accostare cespugli bassi ad alberi alti, piuttosto che imponenti rocce ad un laghetto.Progettare un giardino zen richiede una conoscenza quantomeno elementare dei principi essenziali di questa filosofia. Chi sceglie questo tipo di organizzazione per il proprio giardino, deve far sì che esso dia la sensazione di essere illimitato: chi varca la soglia di un giardino zen vuole che il suo sguardo corra libero verso l’orizzonte. Lo spazio verde dovrà quindi ricordare ampi ambienti naturali. Una delle pratiche più diffuse nella progettazione dei giardini zen è l’imitazione dei boschetti: si pongono a dimora alberi di media grandezza, in piccoli gruppi; di notevole effetto possono essere anche vialetti e sentieri, che aiutano a spostare lo sguardo verso i punti salienti del giardino. Un elemento immancabile nel giardino zen è senza dubbio l’acqua: la creazione di un laghetto, di uno stagno, di una sorgente idrica anche di piccole dimensioni, è un must per chi progetta un ambiente di questo tipo. Piscine, vasche e fontane simmetriche sono da invece da evitare, in quanto contrastano con i principi della filosofia zen.Ogni giardino ha un suo perché; ogni tecnica i suoi principi basilari; ogni filosofia il suo fascino. Di sicuro, nel vasto panorama del giardinaggio, i giardini zen rappresentano una pratica a dir poco interessante in quanto, lungi dal ricoprire una mera funzione decorativa, rivestono un fortissimo significato simbolico ed evocativo. In un giardino zen ogni cosa è al suo posto, e vi si trova per una ragione specifica. Le rocce, per esempio, grandi o piccole che siano, rappresentano gli alberi e le montagne; la ghiaia simboleggia l’acqua, il cui fluire è evidenziato da rigature parallele che si praticano in superficie con l’aiuto di un rastrello. Passeggiare tra i sentieri di un giardino zen vuol dire porsi in ascolto della natura, ed orientare i propri sforzi verso il raggiungimento dell’armonia con tutti gli elementi naturali. Le rocce, la ghiaia, l’erba, l’acqua, tutti i materiali rintracciabili in questo spazio verde, evocano l’immobilità e l’immortalità.Chi varca la soglia di un giardino zen, avverte molto spesso la sensazione di trovarsi di fronte a uno spazio verde relativamente scarno e privo di dettagli e soggetti decorativi. Gli elementi essenziali, rocce e ghiaia, rivestono in realtà un significato simbolico ed evocativo tutt’altro che trascurabile: le prime rimandano agli alberi e alle montagne; la seconda evoca l’acqua. Le strisce parallele che in genere si tracciano sulla superficie del suolo non devono essere interrotte, in quanto rappresentano il flusso del liquido, sebbene sia pratica comune all’interno di questi spazi verdi, modificarle periodicamente. Oltre che in maniera simbolica, l’acqua è presente fisicamente all’interno di un giardino zen, seppur in maniera non eccessiva. Le fontane zen sono contraddistinte da uno stile estremamente semplice, austero e rigorosamente asimmetrico; non rappresentano un elemento ornamentale, come accade per le fontane che siamo abituati a vedere negli altri tipi di giardini. Progettare un giardino zen può essere una missione complicata se non si possiede una conoscenza quantomeno basilare dei principi di questa filosofia. Chi sceglie questa tecnica per il proprio giardino deve conoscere il significato simbolico di ciascuno degli elementi che vi troveranno dimora. Per questo, e per ogni altro progetto di giardino, le opzioni sono due: o ci si rivolge ad una ditta specializzata, acquisendo la conseguente certezza che il giardino zen verrà realizzato seguendo le giuste regole, o ci si affida alla propria abilità. In tal caso, è necessario apprendere il significato attribuito ad ogni singolo elemento. Se le idee piacciono, si può passare alla fase successiva, più pratica: dividere i vari ambienti del giardino ed appurare che ci sia spazio a sufficienza per inserire gli elementi necessari e gli eventuali complementi d’arredo. La stesura di un progetto, prima di procedere con la realizzazione, è un’azione fondamentale affinché ogni singolo passo sia ben definito e i tempi di esecuzione non troppo lunghi.Dai princìpi basilari di una filosofia specifica, diversi secoli fa si è sviluppata in Giappone una delle più affascinanti e praticate tecniche di giardinaggio: il giardino zen. Col passare del tempo, questo stile orientale si è diffuso in tutto il mondo, conquistando le attenzioni del mondo occidentale, oggi molto attratto dai tanti significati del giardino zen. In questo ambiente, gli elementi naturali suscitano un desiderio di armonia che penetra nell’osservatore, estasiato di fronte ai piccoli stagni, alle linee tracciate nella ghiaia (per simboleggiare il fluire dell’acqua), al contrasto tra gli elementi. Motivo non meno importante alla base del grande interesse che i giardini zen suscitano nel nostro continente è la loro adattabilità agli spazi ridotti. Spesso le nostre abitazioni non godono di ambienti esterni molto ampi, per i quali è dunque perfetta l’impostazione zen: anche un piccolo spazio può ospitare un giardino bello ed accogliente.