pomodoro

Come ben sapete tutti noi siamo stati bambini e ognuno di noi sicuramente conosceva a menadito le canzoni tra le canzoni..che più o meno faceva così: “Viva la pappa pappa col pomo pomo pomodoro!”, che viene dal capolavoro Gianburrasca.

A cantarcela sicuramente non era la mitica e famosissima Rita Pavone, ma una donna ancora più famosa e più sensazionale: la nostra mamma! Quante se ne inventavano per farci mangiare.. E al giorno d'oggi, ormai vecchi per essere imboccati, grazie a quella canzone e alle nostre mamme il pomodoro resta il nostro ortaggio preferito.

E' l'ingrediente magico di tutte le nostre ricette, di tutti i nostri pranzi, che siano a lume di candela o con gli amici. E' ciò che molte desidereremmo quando, durante un matrimonio, al ristorante gli sposi hanno scelto il menù più assurdo.

Insomma, il pomodoro è il pomodoro e nessuno lo batte! Contro di lui si perde in partenza, ... continua


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      prosegui ... , perché tutti si innamorano di lui ma soprattutto tutti gli restano fedeli!

      Se per la scoperta dell'America ancora oggi non la smettiamo di ringraziare Cristoforo Colombo, allora è il caso di iniziare a ringraziare oltre a questo italo-portoghese, un caro spagnolo chiamato: Hernàn Cortés. Quest'ultimo non ha scoperto nessun continente, ma a nostro avviso ci ha mostrato un intero mondo. Infatti dobbiamo a lui la scoperta e l'importazione del pomodoro in Europa!

      Immaginate cosa sarebbe successo se quest'uomo non fosse esistito? Riuscite ad immaginare insomma un mondo senza pomodoro? Impossibile, vero?

      E' come se togliessimo alla musica le sette note musicali. O ancor peggio, i musicisti.

      Eh già, perché in fondo è fin dagli aztechi che il pomodoro era apprezzato, ma nessuno è mai riuscito a cucinarlo come noi. E nessuno è mai riuscito a fare una pizza con il nostro più amato ortaggio come riesce a farla un pizzaiolo napoletano.

      Insomma da sempre è un ingrediente magico, ma solo da quando lo hanno importato in Italia abbiamo capito come utilizzare la sua magia...

      La maggior parte dei botanici lo definiscono “Solanum Lycopersicum”, mentre noi comunissimi mortali dal palato fine lo conosciamo e chiamiamo semplicemente come pomodoro, o al massimo 'pomidoro' volendo essere più aulici.

      Non è comunque difficile capire che la sua parola è composta a sua volta da due parole, ovvero “pomo d'oro”, nome derivante dal suo colore che è tra il rosso e l'arancio. In realtà la storia riporta anche un'altra fusione, che dice che pomodoro deriverebbe da “pomo d'amore”. E la cosa bizzarra è che si credeva che fosse un frutto afrodisiaco contemporaneamente in più parti del mondo senza che le popolazioni fossero venute a conoscenza della credenza altrui. Possiamo definirlo dunque un luogo comune e in effetti il pomodoro lo è!

      Si parla di quest'ortaggio anche nel Corano e negli scritti di Seneca e di Plinio! Si parla di lui anche nel Milione di Marco Polo!

      Insomma mette d'accordo teologi, filosofi, scrittori e viaggiatori. E' sul serio il pomo dell'amore!“Esistono poche certezze al mondo, una di queste è il pomodoro”..sembrerebbe una battuta, invece forse Woody Allen per una volta secondo noi, facendo quest'affermazione non scherzava. In fondo per chi non è una certezza il pomodoro?

      Vogliamo stupire una ragazza al primo appuntamento? Cuciniamo per lei! Ovviamente senza far troppo i presuntuosi, quindi ci limitiamo a cucinarle una gustosa spaghettata col pomodoro fresco. I nostri coinquilini ci avvisano in ritardo che non rispetteranno il loro turno per cucinare per una qualsiasi ragione? Rimediamo noi alle loro mancanze cucinando per tutti pasta al pomodoro.

      Vogliamo mangiare un qualcosa di buono ma che allo stesso tempo non sia un piatto precotto o ipercalorico come quello della Mc Donald? Ordiniamo una sana pizza: Marinara, o meglio ancora Margherita..inutile star qui a sottolineare quale sia l'ingrediente principale di entrambe!

      Il pomodoro è il piatto alla portata di tutti: ricchi e poveri. L'unico ingrediente capace di accontentare palati semplici e dai gusti difficili.

      Insomma è davvero d'oro, solo che a differenza di quest'ultimo non solo non porta guai, ma soprattutto è commestibile!Sui libri di storia sono citate tutte le rivoluzioni avvenute dall'inizio del mondo ad oggi. Si parla della Rivoluzione Francese, di quella napoletana, di quella industriale, di quella globale...eppure se ne dimentica sempre una, la più semplice a cui forse nessuno storico ha mai pensato. Ma a cui abbiamo pensato noi: La Rivoluzione Culinaria! E non stiamo parlando della nascita dei fast food, mica è cibo di cui vale la pena parlare quello che si mangia lì..No! Stiamo parlando dell'ingrediente che ha rivoluzionato la nostra cucina donandoci il rosso passione che mancava ai nostri piatti: Il pomodoro! Tutti amano il pomodoro e tutti i credi accettano il pomodoro!

      Semmai vi capiterà di invitare a pranzo un ebreo o un musulmano, non andate in panico su cosa non potete cucinare, pensate al magico pomodoro. E se avete pensato di dare una cena e non siete molto abili ai fornelli, aiutatevi col rosso pomodoro.

      Non è un piatto povero, né un piatto per i poveri! Il pomodoro fu portato in omaggio alla regina Elisabetta che se ne innamorò. E nonostante ne siano passati di anni, la storia non cambia.

      La nipote infatti, la regina Elisabetta II di piatto preferito ne ha uno italiano: la pizza Margherita! E non perché gli inglesi la sappiano cucinare, ma perché anche in Inghilterra il sapore del pomodoro è lo stesso e anche lì fa innamorare.Coltivazione:

      Come prima cosa, bisogna allevare le piante a cordone, eliminando però quei getti che vengono a formarsi nel punto in cui le foglie si congiungono coi rami; così facendo favorirete la produttività della pianta. Prima di iniziare il lavoro di coltura del pomodoro, fate che le vostre mani siano ben pulite, e che non riscontrino tracce di tabacco. Questo per evitare un infezione, data la grande sensibilità dei pomodori al virus del tabacco. Durante la crescita delle piante, bisognerà legarle bene a dei sostegni, per mantenerle verticali, o in alternativa, farci passare attraverso un’apposita fune.

      Per quanto riguarda l’irrigazione, non vi sono delle vere e proprie regole da seguire, solo per le piante di serra, ci sono degli accorgimenti da prendere: Quando trapiantate, date molta acqua alle piante; dopo di che, somministrate acqua soltanto saltuariamente, quando nuove radici iniziano a formarsi. Da questo momento in poi, aumentate la somministrazione d'acqua man mano che le piante crescono, mentre quando i frutti sono maturi è quasi inutile annaffiare.Durante il periodo di fioritura del pomodoro, potremmo scuotere le aste legate alle piante, per favorire la caduta del polline; trattamento non necessario, invece, per le piante nane o a cespuglio. La concimazione della pianta non sarà necessaria, fin quando i primi frutti non abbiano cominciato ad ingrossarsi e quando sarà il momento, usate un concime liquido adatto. Quando il sole comincerà a riscaldare di meno e quindi la temperatura, specialmente di notte, sarà più bassa, la maturazione inizierà a rallentare inevitabilmente, rendendo necessario l’utilizzo di una serra. Si potranno raccogliere verso ottobre i frutti delle piante che si sviluppano senza protezioni e fateli maturare in casa. Sarebbe sbagliato invece esporre i frutti al sole, o staccare dalle piante tutte le foglie per lasciar passare meglio il sole. E’ invece utile a far maturare i pomodori in casa, porli in un cesto e coprirli con un tessuto, conservandoli in un luogo abbastanza riscaldato.Sono causate dall’eccessiva irrigazione delle piante che invece, erano da tempo carenti d'acqua. Così facendo, i frutti, tra cui il pomodoro, non possono assorbire in modo sufficientemente veloce l'acqua per cui la loro epidermide si fende. A volte è difficile prevenire il fenomeno per cause naturali, cioè dopo un periodo di siccità, seguito da piogge, sempre se non sarete ben accorti ad annaffiare regolarmente le vostre piante.

      Arricciamento fogliare

      Con un terreno contenente una gran presenza di azoto, la pianta potrebbe cominciare a veder arricciare verso l’alto le proprie foglie. Solo in casi rari l'arricciamento può essere causato da piccole quantità di un erbicida, perciò la somministrazione di un erbicida , nei pressi delle piante, deve essere eseguita con cura.

      Ragnetto rosso

      Questo acaro dalle minuscole dimensioni, può essere davvero pericoloso nelle serre, mentre in genere, in piantagioni all'aperto, non causa alcun problema. E’ quindi agevolato da ambienti secchi e aridi. I ragnetti rossi vivono e si nutrono sulla faccia inferiore delle foglie che diventano quindi macchiate e a volte anche gialle. Possiamo eliminarli con prodotti tipici, o con l’irrigazione costante visto il loro odio per l’acqua.Nella coltivazione delle nostre piante di pomodoro, dovremo fare grande attenzione ai nemici numeri uno: le malattie, molte delle quali causate dall’attacco di parassiti. Infatti il pomodoro è una pianta soggetta a numerose malattie, molte delle quali possono instaurarsi durante la fruttificazione. Elenchiamone ora una maggioranza.

      Ruggine della patata

      Cosi denominata perché colpisce maggiormente la patata. Le piante infette sono caratterizzate da macchie scure e nere sui che si deteriorano con costanza e rapidamente. Non vi è alcun rimedio, ma si può in qualche modo controllare la malattia se si raccolgono le foglie e i frutti non appena mostrano i primi sintomi di infezione. E’ possibile anche prevenirla somministrando un adatto fungicida, seguito da un secondo due settimane dopo. Utile alla prevenzione è anche tenere le piante di pomodoro lontane da quelle di patata, al fine di evitare il contagio. In genere questa malattia appare solo sulle piante coltivate all'aperto, anche se non è raro che venga riscontrata su quelle nei cassoni, e protette.E’ una grave malattia che colpisce le piante cresciute in serre come il pomodoro. I principali sintomi si manifestano con la crescita di una muffa grigiastra sulla faccia inferiore delle foglie e attraverso la presenza di macchie gialle su quella superiore. Per porre un rimedio alla malattia bisogna staccare e bruciare le foglie infette e spruzzare le piante con un fungicida sistemico. La causa della malattia è da attribuire alla carenza di circolazione dell'aria, e perciò, una ventilazione adeguata è la migliore salvaguardia.

      Marciume apicale

      Altra malattia che nel più delle volte si manifesta in serra. L'estremità apicale del frutto assumerà un colore bruno-nerastro, si rattrappisce, per poi in fine marcire. Non esiste un rimedio; la causa è dovuta principalmente ad innaffiature irregolari e malfatte.

      Ingiallimento

      Non è una vera e propria malattia da parassiti ma un alterazione fisiologica. l frutti colpiti presentano una macchia gialla evidente e indurita. In quella zona il frutto non matura. Possiamo attribuirne la causa all’eccessiva esposizione al sole o ad una deficienza di potassio.