pastori sul presepe
Non esiste cultura senza allevamento. Che frase bizzarra, eppure ha il suo senso. Cultura deriva da coltivare. E l'allevamento e la coltivazione vanno da sempre a braccetto. I pastori sono anche agricoltori, il contrario alle volte risulta un po' difficile, ma possibile. Di sicuro però i pastori sono onnipresenti a differenza dei primi. Prendersi cura dei campi viene considerato più semplice che prendersi cura degli animali. Ed ecco che in tutti i libri sacri e profani la figura del pastore è una figura umile ma di rilievo. E, tanto per continuare, non esiste una natività che faccia a meno dai pastori. I pastori del presepe sono l'emblema del cristianesimo. Pensateci: essi furono i primi a vedere il Bambino e ad adorarlo. Non gli portarono né oro né mirra, ma animali per farlo riscaldare e latte per farlo mangiare. Che cosa sarebbe successo se non ci fossero stati i pastori? Chi lo sa. Noi sappiamo soltanto che molti autori dopo la nascita di Cristo iniziarono a utilizzare la loro figura come esempio morale. E quest'opera continua fino ad oggi. Paulo Coelho, autore contemporaneo, trova sempre il modo per citare i pastori nelle sue opere e di certo non è un caso. Nella stessa parola “Pastore” si può racchiudere un intero mondo e soprattutto, duemila anni di religione. Ecco perché gli artisti non li dimenticano mai sui loro presepi. Non sarebbero veramente presepi se non ci fossero i pastori sul presepe, come allora, queste figure tanto umili quanto importanti.