pastori del presepe-3
I pastori del presepe non sono figure solo cristiane, anche se indubbiamente nono esista nessun opera che ne rappresenti di più di quelli che noi ogni anno mettiamo sui nostri amati presepi. Lo stesso Cristo disse di essere il “Buon Pastore” e anche nell'antico testamento troviamo quest'epiteto per lo stesso Dio anche degli ebrei oltre che dei cristiani. Insomma la figura del pastore è quasi un topos culturale e religioso. Un luogo comune che però ogni volta rinnova il suo profondo significato. Uno scrittore non molto apprezzato dalla Chiesa Cattolica, ma amato da noi, scomparso pochi mesi fa, José Saramago, ebbe la “presunzione” di riscrivere il vangelo. Ovviamente il suo era e resta solo un'opera letteraria, ma la Chiesa comunque non ha gradito la trovata che egli intitolò:”Il Vangelo secondo Gesù Cristo”. Ebbene, questo libro può essere provocatorio per la chiesa, ma resta una grande opera. E nonostante si scosti dal credo cattolico di sicuro con esso ha in comune i pastori. Saramago ama i pastori al punto da farli diventare i personaggi principali dalla nascita alla morte del Cristo. Non solo Cristo è un pastore per lo scrittore, ma lo stesso Gesù ha come guida per il suo cammino un altro pastore. I pastori sul presepe e nella letteratura servono tantissimo alla nostra generazione: sono il nostro ultimo simbolo rimasto d'umiltà., quella che manca in quest'epoca di presunzione assoluta.