Primula frondosa
La primula, ovvero la prima a sbocciare, nome che si addice alla precocità della sua fioritura subito dopo il disgelo ma che in verità, visto il carattere perenne di questa pianta erbacea, continua poi fino agli inizi di autunno. Chiaramente non è una pianta che teme particolarmente il freddo, tranne che nelle specie esotiche. Infatti la primula può essere distinta in più di 500 specie, alcune annuali, come le esotiche, e alcune perenni, classiche dei climi temperati. In Italia la si trova nelle Prealpi e sugli Appennini. A seconda della specie ha fioriture diverse, fatte di piccoli fiori riuniti in grappoli o in cappelli e altre forme. Anche i colori possono essere i più svariati, dal giallino al rosso fino al viola e al blu. Sono coltivate sia a scopi ornamentali che officinali, con proprietà diuretiche, toniche e coadiuvanti del sistema respiratorio. In erboristeria si prepara in decotti o sciroppi. Le specie europee amano i climi freschi, un'esposizione moderata e terreni acidi, ricchi dal punto di vista organico. Le innaffiature come logico per questo tipo di habitat devono essere generose e ripetute, ma con un drenaggio del suolo più che perfetto. Se coltivate in vaso dovrete riservargli dei posti della casa freschi, umidi e non a contatto diretto con i raggi solari, quindi evitate le finestre che potrebbero aumentare l'effetto del sole sulla pianta. Anche per la semina bisogna rispettare le stesse regole, avendo cura che i semi siano freschi e non secchi, che il terreno corrisponda a quello consono per la pianta. Se seminate in aprile avrete la prima fioritura l'anno successivo in tardo inverno. Per la cattiva stagione tenetele lontane dai riscaldamenti, o non avrete risultati soddisfacenti.