Per quali tipi di disturbi può essere utilizzata la menta sottoforma di tisana
La menta viene coltivata e utilizzata nel bacino mediterraneo, da dove probabilmente ha origine, già ai tempi degli Egizi, sia per scopi medicamentosi che per scopi aromatici. È definita come pianta erbacea perenne, con una moltitudine di varietà differenti che vengono usate per i vari scopi. Questo fa si che la sua coltivazione, comunque molto semplice, possa variare leggermente da specie a specie. Alcune preferiscono delle ottime esposizioni solari, mentre altre gradiscono qualche ora di ombra al giorno. Comunque in genere il terreno deve essere umido, anche se alcune specie preferiscono le terre aride e siccitose, con profumazioni aromatiche in genere più concentrate. Tutte hanno in comune la stessa moltiplicazione, che avviene raramente per semina, in quando più difficile e sconsigliata, ma per talea oppure la separazione delle radici con tutto un fusto intero. Una radice infatti sviluppa più fusti, che devono essere nutriti. Una loro separazione consente ai singoli fusti una crescita più rigogliosa e profumata. La raccolta deve essere praticata dopo la fioritura. Per l'uso casalingo si può utilizzare la menta fresca per aromatizzare piatti a base di pesce o carne, oppure congelare le foglie o essiccarle in modo da avere una scorta annuale. Un vasto uso degli ultimi due decenni è quello nel settore della miscelazione di alcolici, in cocktail bar che preparano squisiti long drink in cui la menta svela un ruolo fondamentale. Anche l'industria agroalimentare ne sfrutta la coltivazione per la preparazione di sciroppi e distillati, di gran moda soprattutto nelle regioni molto calde per le caratteristiche rinfrescanti degli aromi. Come pianta officinale invece la pianta ha caratteristiche digestive e antisettiche, anche se il suo uso deve essere moderato in quanto ha anche proprietà stimolanti che potrebbero causare problemi di sonno. Inoltre l'industria cosmetica ne estrae il mentolo per l'utilizzo in prodotti di benessere.