La scelta della radice e la sua conservazione casalinga

Piante

La scelta della radice e la sua conservazione casalinga

La radice a fittone si può considerare come la forma che più frequentemente può assumere la radice primaria.

di Redazione

La scelta della radice e la sua conservazione casalinga

Quando si parla delle radici, si fa senz’altro riferimento ad uno degli organi più importanti per quanto riguarda la vita delle piante. Non dobbiamo dimenticare, però, come le radici si differenziano non solamente per la provenienza, ma anche dal punto di vista prettamente fisico e per essere in grado di svolgere delle funzionalità più o meno specializzate. Per questa ragione c’è la possibilità di considerare prima di tutto le radici embrionali, che vengono chiamate anche radichette, che sono quelle che si possono chiamare precursori delle radici che si trovano all’interno dei semi e che permetterà di avviare l’intero sistema radicale. Un’altra tipologia di radice è quella che viene chiamata radice primaria, oppure radice principale: si tratta di quel tipo di radici che arriva direttamente dalla crescita della radichetta dell’embrione che, in primo luogo, si sviluppa dal seme. Tra le principali caratteristiche delle radici primarie troviamo sicuramente quella di essere in grado di allungarsi, ma al contempo anche di realizzare dei nuovi tessuti. Un’altra tipologia di radice è quella che viene chiamata ad accrescimento secondario: si tratta della radice di maggior importanza per quanto riguarda le dicotiledoni legnose. La radice a fittone si può considerare come la forma che più frequentemente può assumere la radice primaria. Dal punto di vista della forma, è fondamentale sottolineare come la radice si caratterizza per poter essere ramificata, ovvero in cui una radice principale che va a ramificarsi in diverse radici secondarie che presentano delle dimensioni che si somigliano molto.

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