La radice-28
Nella maggior parte dei casi, le radici delle piante si possono considerare come degli organi che si sviluppano sotto il livello del terreno e che si caratterizzano per comparire nelle pteridofite e in tutte quelle piante con semi. Le tallofite, che dal punto di vista genetico si caratterizzano per avere delle origini decisamente più lontane nel tempo, si caratterizzano per la presenza di appendici che ricordano per molti versi le radici e che svolgono essenzialmente una funzione di ancoraggio al terreno, ma che a differenze delle radici non vanno ad assorbire alcun elemento naturale. Le radici svolgono delle funzioni principali che sono rappresentate dall’assorbimento di acqua e di tanti Sali minerali, mentre al contempo possono anche svolgere il ruolo di organi di riserva, ma sono fondamentali anche per tenere la pianta perfettamente ancorata al terreno. Inoltre, le radici svolgono un ruolo essenziale all’interno di un gran numero di processi della pianta, come ad esempio nella sintesi biochimica di fitormoni e di componenti naturali. Le radici, quindi, si possono considerare come degli organi tipicamente cilindrici, che presenta una forma che diventa man mano più assottigliata quando ci si avvicina all’apice. Le radici non possono contare sulle foglie, ma c’è la possibilità che si ramifichino di continuo, proprio per permettere lo sviluppo di radici laterali. Nella parte più estrema della radice c’è la possibilità di trovare quella che viene chiamata cuffia radicale, che va a circondare l’apice vegetativo, svolgendo una funzione di mera protezione.