Crema calendula

Piante

Crema calendula

La calendula ha un utilizzo sia in campo ornamentale che in campo erboristico, già dai tempi più antichi.

di Redazione

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Crema calendula

La calendula è il fiore che i Romani conoscevano con il nome che indicava il primo giorno del mese, per la sua caratteristica di fiorire una volta al mese. Nel mondo antico, questa pianta veniva utilizzata sia come ornamentale che come officinale, per le proprietà benefiche che hanno alcune specie. Molte sono le utilità medicinali, antinfiammatorie, tonificanti, cicatrizzanti e altre, per cui questa pianta era utilizzata nelle civiltà passate. Può essere annuale o perenne, ormai addomesticata e raramente cresce allo stato spontaneo in natura. L'apparato radicale è a fittone, con profondità di 20 centimetri e diametro di uno o due centimetri. Il fiore si raccoglie in capolini di circa 5 centimetri di diametro, con belle colorazioni giallo-arancio e contengono gli elementi erboristici, tanto che vengono usati anche per la preparazione delle tisane. Per quest'utilizzo il fiore deve essere colto appena inizia la fioritura. Il terreno utilizzato per la coltivazione deve essere fine e leggero data la sua radice a fittone che risentirebbe di ostacoli. Va quindi evitata anche la crosta superficiale, zappettando leggermente, se necessario, il terreno. La pianta deve essere sostenuta con un alto apporto di fosforo e potassio, mentre bisogna somministrare l'azoto con dosaggi molto moderati, per non pregiudicare l'infiorescenza. La calendula non necessita di annaffiature accontentandosi delle piogge, a meno che non siano necessarie quelle di soccorso in caso di siccità. La semina nell'Italia meridionale si può praticare in autunno, visto che i semi resistono fino ai meno 2°C, mentre nel nord è consigliata nel periodo primaverile. La pianta soffre per alcuni funghi e insetti che possono attaccarla ma che possono essere facilmente combattuti con i prodotti attualmente in commercio.

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