Calendula-29
La calendula porta lo stesso nome scientifico di quello comune, e fa parte della grande famiglia delle Astaraceae. Il suo nome ha un origine latina, e i Romani lo utilizzavano per specificare e definire il primo giorno del mese. Il nome fu scelta perché questa pianta erbacea fiorisce un giorno al mese per tutto il periodo estivo, caratterizzandosi in questo modo per questo strano sbocciare da identificare con il nome latino riferito al calendario. In tutto si contano 12 specie di calendula, con la specie Calendula Officinalis che si mostra la più comune e conosciuta, grazie al suo utilizzo officinale oltre che a scopo ornamentale. Ha infatti poteri cicatrizzanti e antispasmodici, usati nella medicina tradizionale del passato e nella fitoterapia moderna. La pianta è nativa e tipica del mediterraneo, dove cresce spontaneamente con facilità. L'industria del fiore reciso ne fa un largo uso per le sue belle infiorescenze giallo-arancio, che ne hanno suggerito il soprannome nella cultura popolare di fiordarancio. I fiori sono anche commestibili e vengono utilizzati sia nelle insalate che come sostituto dello zafferano. Per la loro coltivazione, sia in vaso che in giardino, occorre predisporre un luogo con buone esposizioni solari, al riparo dalle gelate primaverili molto temute dalla pianta. Sono resistenti alla siccità e l'irrigazione è consigliata solo di soccorso specialmente se si vive in zone dove le piogge solo regolari. Il terreno non rappresenta un problema per una pianta molto adattabile, ma si suggerisce comunque un terriccio ben fertile per ottenere i migliori risultati. La moltiplicazione si effettua per semina.