Calendula-10
La Calendula la cui specie più nota è la Calendula officinalis deve il suo nome al latino calendae, che significa calendario. Per i romani indicava il primo giorno del mese e vi indicavano anche il fiore poiché fiorisce una volta al mese in estate. È detta anche sposa del mattino, perché si apre al mattino per richiudersi di sera. È una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Asteraceae originaria dell'Europa, del nord Africa e del Medio Oriente. La calendula viene coltivata per scopi officinali ed ornamentali. È una pianta rustica che si adatta bene al clima sia caldo che freddo, con la temperatura ideale dai 20 ai 30°. Il periodo di fioritura va dall'estate a metà autunno. Non particolarmente esigente si trova a suo agio su qualsiasi tipo di terreno che non favorisca il ristagno d'acqua. Si annaffia regolarmente per mantenere il terreno umido soprattutto quando la pianta è in fiore. Il concime deve donare il giusto apporto nutritivo, quale azoto, fosforo, potassio e ferro per cui quello in forma liquida diluito in acqua risulta essere il più adatto. Bisogna porre attenzione all'apporto di azoto che deve essere basso in modo da non provocare un infoltimento eccessivo delle foglie a scapito dei fiori. I fiori, amanti del sole, sbocciano in estate con colori giallo acceso, arancio o bianco. Le foglie sono verdi, lanceolate e leggermente appuntite. Le brattee sono verdi ovali anch'esse leggermente appuntite. La moltiplicazione avviene tramite semi che dovranno essere interrati a primavera in terriccio ricco di sostanze organiche e sabbia che favorisca il drenaggio dell'acqua in eccesso. Si mantiene il terriccio umido e dopo due settimane si vedranno i primi germogli. La pianta è molto resistente anche contro i parassiti e non ha bisogno di particolari attenzioni. Le vengono attribuite proprietà diuretiche, toniche astringenti, antidepressive e lenitiva della pelle.