Domanda: perché il mio rododendro non fiorisce?
La pianta del rododendro arrivò all'interno del vecchio continente solamente con l'avvento dell'Ottocento. Ad ogni modo, tale pianta fu subito accuratamente studiata da parte dei vari botanici europei, in particolar modo quelli inglesi, che riuscirono a produrre in poco tempo delle specie ibride di rododendro. Uno dei contributi più importanti deriva proprio da un botanico britannico, ovvero George Forrest, che fu inviato da parte della Royal Horticultural Society, all'interno di un'operazione di catalogazione delle piante all'interno dello Yunnan. Proprio in questi luoghi, Forrest scoprì delle varietà di rododendro che non erano ancora minimamente conosciute e diffuse. Spesso vengono attribuite alla pianta del rododendro numerose leggende e proprietà magiche, anche se bisogna sottolineare come la più popolare sia quella che riguarda la fragilità dei fiori, che hanno portato alcuni a pensare che il fiore del rododendro possa essere comparato alla prima dichiarazione di amore, con un significato di fragile incanto.
Dall'Asia all'Europa, il rododendro
Proviene dall'Asia e nel Vecchio Continente è conosciuto anche col nome di "alpenrose": parliamo del rododendro, un arbusto di medie dimensioni sempreverde capace di adattarsi anche a condizioni climatiche fredde (da qui il nome di stampo germanico). Il rododendro vanta robusti rami dai quali prima spuntano belle foglie coriacee di un caratteristico verde scuro molto intenso, e poi - sugli estremi - i famosi fiori di colore quasi sempre bianco. La fioritura spazia dall'autunno all'inverno inoltrato considerato anche che il fabbisogno di luce si riduce a 12 ore. Il rododendro fa parte della famiglia delle ericaceae, e può essere alto anche sei metri, addirittura venti nelle specie ad albero: le sue foglie possono essere usate come droga in quanto contengono tannini ed oli essenziali. Una delle caratteristiche più peculiari è di certo la grandezza delle sue infiorescenze.