innesto ficus bengamin

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Domanda : innesto ficus bengamin

Una delle più importanti tecniche di moltiplicazione è indubbiamente rappresentata dall'innesto. L'innesto, in pratica, prevede la saldatura di una parte ancora viva di una pianta, che viene definita in gergo marza, che svolgerà poi la funzione di chioma della futura specie, con un'altra tipologia di pianta, che viene chiamato portinnesto, a cui spetta principalmente il compito di concentrare tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno.

di Redazione

Domanda : innesto ficus bengamin

Una delle più importanti tecniche di moltiplicazione è indubbiamente rappresentata dall'innesto. L'innesto, in pratica, prevede la saldatura di una parte ancora viva di una pianta, che viene definita in gergo marza, che svolgerà poi la funzione di chioma della futura specie, con un'altra tipologia di pianta, che viene chiamato portinnesto, a cui spetta principalmente il compito di concentrare tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno. Ovviamente ci sono differenti motivi per cui si utilizza la tecnica dell'innesto: innanzitutto, si può citare il tipico esempio di una pianta che è marcita , ma solo parzialmente e tale porzione non risulta ancora infetta. In quest'ultimo caso, infatti, si ha la possibilità di utilizzare solamente la tecnica dell'innesto, anche per via del fatto che la porzione che è ancora viva è troppa piccola per poter essere tratta tramite talea. Inoltre, non dobbiamo dimenticare come l'innesto venga utilizzato anche quando ci sia la necessità di sostituire un apparato radicale di una pianta di dimensioni particolarmente ingombranti.

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Domande frequenti

  • Quando è necessario praticare l'innesto su un Ficus benjamina?
    L'innesto del Ficus benjamina si rende necessario principalmente in due situazioni specifiche. La prima è quando la pianta subisce una marcescenza parziale del fusto o delle radici, ma una porzione sana rimane vitale e integra. In questi casi, la marcia sana viene innestata su un nuovo portinnesto per salvare la chioma. La seconda ragione è sostituire l'apparato radicale di esemplari già grandi e ingombranti, permettendo alla pianta di adattarsi a nuovi spazi o condizioni di coltivazione senza doverla trapiantare completamente.
  • Qual è la differenza tra marcia e portinnesto nell'innesto del Ficus?
    Nell'innesto del Ficus benjamina, la 'marcia' è la parte superiore della pianta, ovvero il ramo sano prelevato dalla pianta madre che svilupperà la nuova chioma e le foglie. Il 'portinnesto' è invece la base radicale o il tronco inferiore, solitamente di una pianta vigorosa e resistente, che fornisce le sostanze nutritive e l'ancoraggio al suolo. La fusione tra queste due parti permette alla marcia di attecchire e crescere sfruttando le risorse del portinnesto.
  • Perché non usare la talea per salvare un Ficus malato?
    La talea non è sempre fattibile perché richiede un frammento di pianta sufficientemente grande e sano per sviluppare autonomamente nuove radici. Se il Ficus benjamina è affetto da marcescenza o danni gravi, spesso la porzione di tessuto sano residuo è troppo piccola o debole per essere prelevata come talea tradizionale. In tali scenari critici, l'innesto diventa l'unica opzione viable per recuperare la parte vitale della pianta, legandola direttamente a un portinnesto robusto.
  • Come funziona tecnicamente la saldatura nella tecnica dell'innesto?
    Tecnicamente, l'innesto consiste nel tagliare con precisione sia il portinnesto che la marcia per esporre il cambium, lo strato cellulare responsabile della crescita. Le due superfici tagliate vengono accostate e legate strettamente per favorire la fusione dei tessuti vascolari. Una volta avvenuta la saldatura, la marcia riceve acqua e nutrienti dal portinnesto attraverso i vasi conduttori uniti, mentre continua a produrre fotosintati per la propria crescita fogliare.

Scheda Tecnica

Ficus benjamina

Nome scientificoFicus benjamina
FamigliaMoraceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde / Arbusto
OrigineAsia meridionale e sud-orientale
EsposizioneLuce brillante, indiretta; tollera il sole diretto filtrato
Temperatura minima10-12°C (sconsigliato sotto i 5°C)
TerrenoSciolto, fertile, ben drenato, pH leggermente acido
IrrigazioneRegolare durante la primavera-estate; moderata in inverno
FiorituraInfiorescenze sfigurate (siconi) non decorative, tipiche dei fichi
AltezzaDa 2 a 10 metri in piena terra; contenuta in vaso
ConcimazioneConciso liquido bilanciato ogni 2-3 settimane in primavera-estate
PotaturaLeggera per mantenere la forma; potatura drastica solo dopo la ripresa vegetativa
MoltiplicazioneTalea semilegnosa, margotta, innesto (marcia su portinnesto compatibile)
Malattie e parassitiCocciniglie, ragnetto rosso, afidi; rischio marciume radicale se ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede costanza nelle annaffiature e stabilità ambientale

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