Domanda: cosa fare con un alloro rovinato dal freddo?

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Domanda: cosa fare con un alloro rovinato dal freddo?

L'alloro, il cui nome scientifico è Laurus nobilis L., fa parte della grande famiglia delle Lauracee, al cui interno si trovano un gran numero di piante che provengono dall'Asia minore, che sono state introdotte all'interno del bacino del Mediterraneo fin da tempi antichissimi.

di Redazione

Domanda: cosa fare con un alloro rovinato dal freddo?

L'alloro, il cui nome scientifico è Laurus nobilis L., fa parte della grande famiglia delle Lauracee, al cui interno si trovano un gran numero di piante che provengono dall'Asia minore, che sono state introdotte all'interno del bacino del Mediterraneo fin da tempi antichissimi. Ad ogni modo, stiamo parlando di una pianta estremamente diffusa, che si può trovare in particolar modo all'interno di quei paesi che sono caratterizzati da un clima temperato, sia che ci si trovi in pianura, sia quando ci si sposta in collina. Ad ogni modo, l'alloro o lauro, è una pianta che fa parte della categorie delle perenni, che presenta anche un portamento arbustivo e, inoltre, può assumere la forma di un cespuglio o di un albero, anche per via del fatto che può raggiungere altezze molto elevate, come ad esempio dieci o dodici metri. Il frutto dell'alloro è caratterizzato dal fatto di essere rappresentato da una bacca, che assomiglia molto a delle olive un po' più piccole, che assume una tipica colorazione nero-bluastra in seguito alla maturazione.

Struttura dell'alloro

L'alloro si caratterizza per le foglie lunghe e di un colore verde brillante che rilasciano un profumo indistinguibile ed un sapore molto caratteristico. In Italia è presente in particolar modo al Sud dove il clima mite ne permette la crescita più facilmente. Sin dall'antichità l'alloro viene citato per le sue forti capacità curative ed ancora oggi le sue foglie e le bacche spesso vengono utilizzate sotto forma di infuso per la cura di diversi disturbi, sostituendosi ai farmaci tradizionali. L'alloro è una pianta protettiva, infatti è in grado di facilitare la digestione, stimolare l'appetito, prevenire e curare gli spasmi intestinali e rinforza lo stomaco. Le sue bacche una volta essiccate e polverizzate sono efficaci contro gli attacchi influenzali e contro il raffreddore.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere se l'alloro ha subito danni irreparabili dal gelo?
    Controlla i rami spezzandoli delicatamente: se sono verdi e umidi internamente sono vivi, se sono secchi e marroni sono morti. Taglia i rami danneggiati fino a raggiungere tessuto sano. Osserva le foglie: se sono nere o appassite ma i rami sottostanti sono vitali, la pianta può ricacciare. Se tutto il fusto principale è secco e fragile, la pianta potrebbe essere morta.
  • Quando devo potare l'alloro dopo un attacco di freddo?
    Non potare immediatamente dopo il gelo. Aspetta che la pianta abbia mostrato i primi segni di ripresa vegetativa in primavera. Questo ti permetterà di distinguere chiaramente tra rami morti (secchi) e rani vivi (con gemme rigonfie o germogli). Potando troppo presto rischi di asportare parti sane che potrebbero sopravvivere o di incoraggiare infezioni fungine nei tessuti indeboliti.
  • Posso salvare un allaro con radici marce dopo il freddo?
    Se il terreno era zuppo d'acqua durante il gelo, le radici potrebbero aver sofferto. Estrai delicatamente la pianta: le radici sane sono bianche/giallastre e sode, quelle marce sono nere, molli e maleodoranti. Rimuovi le radici danneggiate, trattale con fungicida rameico e rinvasale in terriccio nuovo ben drenato. Riduci le irrigazioni fino alla ripresa.
  • Quali cure dare all'allaro per favorire la ripresa post-invernale?
    Applica un concime ricco di azoto e potassio in primavera per stimolare la nuova crescita. Irriga regolarmente ma senza eccessi, assicurando un ottimo drenaggio. Proteggi il colletto con pacciamatura organica per mantenere il suolo fresco. Evita fertilizzanti chimici aggressivi nelle prime settimane: la pianta è stressata e necessita di nutrienti gradualmente assimilabili.
  • L'allaro può ricacciare dalla base se la parte aerea è tutta congelata?
    Sì, l'allaro è resistente e spesso riesce a emettere nuovi getti dalla base del tronco o dalle radici anche se la chioma superiore è completamente gelata. Mantieni il terreno umido (ma non bagnato) e concimalo leggermente. I nuovi rami cresceranno lentamente; pazienza è fondamentale. Poterai formare una nuova pianta dai getti basali entro l'estate successiva.

Scheda Tecnica

Laurus nobilis L.

Nome scientificoLaurus nobilis L.
FamigliaLauracee
Tipo di piantaPerenne, arbusto o piccolo albero
OrigineAsia Minore, Bacino del Mediterraneo
EsposizioneSoleggiata, clima temperato/mite
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (piccoli fiori gialli-verdastri)
AltezzaFino a 10-12 metri
ConcimazionePrima primavera, concime organico o specifico
PotaturaLeggera, dopo fioritura o fine inverno
MoltiplicazioneSemina, talea, margotta
Malattie e parassitiCocciniglie, ragnetto rosso, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneFacile

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