Come e quando concimare il gelsomino rampicante

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Come e quando concimare il gelsomino rampicante

Il gelsomino è una pianta dalle graziose infiorescenze e i profumi penetranti me delicati che possono decorare i nostri giardini con dei candidi fiori bianchi.

di Redazione

Come e quando concimare il gelsomino rampicante

Il Jasminum, nome botanico del gelsomino, è un genere di piante arbustive o rampicanti parte della famiglia delle Oleaceae native dell'Asia del sud, con infiorescenze ornamentali di graziosa estetica ma soprattutto profumi penetranti, tipici che vengono sfruttati intensivamente dall'industria profumiera per la produzione di essenze molto famose. Il suo nome comune gelsomino deriva infatti da una parola del farsi che indica la pianta del gelso. I fiori sono dei piccoli calici stellati di un bianco candido. Fu importato dall'India, suo paese originario, dai primi navigatori oceanici rinascimentali divenendo subito una spezia ricercata e addirittura proibita inizialmente dai primi nobili che ne entrarono in possesso, gelosi ed egoisti. Veniva apprezzata anche per le sue qualità officinali. La sua coltivazione è estremamente semplice, in quanto il gelsomino non richiede terreni particolari e le uniche necessità sono quelle di un clima temperato, questo perché il gelo può essere fatale per la pianta. In questi casi si deve procedere con una vigorosa potatura per salvare le radici, che invece non sentono sofferenze se i rami vengono tagliati quasi alla base. Le radici in questo modo concentrano le energie e saranno pronte a riprendere la vita vegetativa appena le temperature lo consentiranno. Nella coltivazione domestica è comunque consigliabile fornire un terreno leggero, fresco, concimato in profondità con letame di cavallo molto maturo. Le innaffiature vanno praticate a terreno asciutto ogni quattro giorni. La concimazione deve invece apportare buoni dosaggi azotati, potassici e fosforici.

La storia del gelsomino

Il gelsomino appartiene alla famiglia delle Oleacee. Il nome deriva dal persiano "yasamin". Si caratterizza soprattutto per avere fiori stellati bianchi o gialli e molto profumati. Il gelsomino era già conosciuto al tempo dei greci e dei romani, ma col tempo andò perduto. Venne coltivato nuovamente nel 1400. In Inghilterra alcune specie arrivarono solamente nel 1600 e altre nel tardo 1800. In Italia, all'epoca dei Medici, si diffuse una leggenda, secondo la quale un giardiniere per sposare la sua fidanzata decise di piantare un ramoscello di gelsomino tagliato dall'unica pianta esistente, che era in possesso del granduca Cosimo de' Medici. Dai soldi ricavati, i due giovani riuscirono a sposarsi e per questo, in Toscana, oggi tutte le spose portano un mazzetto di gelsomino.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e temperatura per il gelsomino?
    Il gelsomino predilige un clima temperato e ama il sole pieno, sebbene possa adattarsi anche alla mezz'ombra. La sua principale criticità riguarda il freddo: il gelo può essere fatale per la parte aerea della pianta. Tuttavia, le radici sono più resistenti. Se subentrano gelate intense, è necessario intervenire con una potatura vigorosa, tagliando i rami quasi alla base. Questo stimola la pianta a concentrare le energie nelle radici, permettendole di riattivare la crescita vegetativa non appena le temperature si mitigano.
  • Come si effettua correttamente la concimazione del gelsomino?
    La concimazione del gelsomino richiede l'apporto di nutrienti specifici, principalmente azoto, potassio e fosforo, per garantire una fioritura rigogliosa e una sana vegetazione. In fase di preparazione del terreno o in primavera, è consigliabile incorporare sostanza organica matura, come letame di cavallo molto maturo, lavorato in profondità. Questo apporto migliora la struttura del suolo e fornisce nutrimento graduale. Durante la stagione vegetativa attiva, integrare con fertilizzanti specifici bilanciati supporta la produzione di fiori profumati e la robustezza dei fusti rampicanti.
  • Con quale frequenza bisogna annaffiare il gelsomino?
    Le innaffiature del gelsomino devono essere regolari ma mai eccessive, poiché la pianta teme i ristagni idrici. La regola generale suggerisce di irrigare ogni quattro giorni, verificando sempre che il terreno sia asciutto prima di aggiungere acqua. È fondamentale mantenere il substrato fresco ma non zuppo. Una gestione corretta dell'acqua previene problemi radicali e favorisce uno sviluppo sano. Durante i periodi di siccità prolungata o caldo intenso, potrebbe essere necessario aumentare leggermente la frequenza, mentre in inverno le annaffiature vanno drasticamente ridotte.
  • Che tipo di terreno preferisce il gelsomino per crescere bene?
    Il gelsomino non richiede terreni particolarmente complessi, ma prospera meglio in un substrato leggero, fresco e ben drenante. Un terreno troppo compatto o argilloso potrebbe soffocare le radici e favorire marciumi. La presenza di materia organica, come letame maturo lavorato in profondità durante la messa a dimora, arricchisce il suolo fornendo i nutrienti essenziali. Questa combinazione permette alle radici di espandersi liberamente e assorbire efficacemente acqua e sali minerali, sostenendo la crescita rapida tipica delle specie rampicanti.
  • Quali sono le origini storiche e simboliche del gelsomino?
    Il nome 'gelsomino' deriva dal persiano 'yasamin'. Originario dell'Asia meridionale, fu introdotto in Europa dai navigatori rinascimentali. Storicamente, i suoi fiori furono apprezzati non solo per l'estetica, ma anche per il profumo intenso usato in profumeria e per le proprietà officinali. In Italia, specialmente sotto i Medici, nacque una leggenda toscana: un giardiniere vendette un ramo di gelsomino, unico esemplare del granduca Cosimo, per pagare le nozze. Da allora, portare un mazzo di gelsomino è tradizione per le spose toscane, simbolo di fortuna e amore.

Scheda Tecnica

Jasminum spp.

Nome scientificoJasminum spp.
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaArbusto o rampicante
OrigineAsia meridionale (India)
EsposizioneSole o mezz'ombra
Temperatura minimaNon tollera il gelo intenso
TerrenoLeggero, fresco, ben drenato
IrrigazioneModerata, a terreno asciutto (ogni 4 giorni)
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile in base alla specie e al sostegno
ConcimazioneAzoto, potassio e fosforo; letame maturo in profondità
PotaturaVigorosa dopo il gelo per salvare le radici
Difficoltà di coltivazioneFacile

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