Coltivare il rododendro
Il rododendro è una pianta che spesso ha assunto, nel corso dei secoli, un gran numero di significati, alcuni dei quali anche abbastanza importanti. Non dobbiamo dimenticare, infatti, come il nome “Rhododendron”, ha un'origine greca. Infatti il termine rhodon significa rosa, mentre dendron vuol dire albero: formando la frase, otteniamo albero delle rose. Una delle particolari caratteristiche del rododendro è quella di avere una provenienza estremamente antica. Infatti, molte testimonianze ci portano ad affermare con una certa sicurezza come dei frammenti di rododendro si siano rinvenuti in Cina e nella zona del Caucaso. In ogni caso, le prime notizie scritte relative alla pianta del rododendro, ci arrivano principalmente dall'avvento del Cinquecento. Nel vecchio continente, il rododendro arrivò piuttosto tardi, visto che fu introdotto solamente nell'Ottocento: tale pianta fu spesso utilizzata dai botanici inglesi, che cominciarono a produrre un gran numero di specie ibride.
Genealogia del rododendro
Fa parte della famiglie delle ericaceae ed è un arbusto sempreverde, adatto soprattutto alla coltivazione in giardino: il rododendro è un arbusto sempreverde originario dell'Asia anche se diverse specie provengono dall'Europa. E' una pianta che conta su rami particolarmente robusti le cui foglie hanno dimensioni piuttosto grandi e sono di colore verde scuro. La fioritura, che è poi la fase più spettacolare del suo ciclo vegetativo, comincia in autunno e prosegue anche a inverno inoltrato. I fiori spuntano sulle estremità dei rami (devono essere nuovi) e hanno la corolla divisa alla metà da cinque lobi. Il genere rododendro conta inoltre su circa 250 specie tra cui quelle ad albero possono arrivare a misurare addirittura fino a venti metri.