Oleandro
Nel momento in cui le piante di oleandro vengono coltivate in vaso, è interessante mettere in evidenza come il rinvaso debba essere eseguito circa ogni due anni: la concimazione deve avvenire utilizzando del concime granulare ed è consentito anche aggiungere di tanto in tanto del sangue di bue. Ovviamente, uno dei suggerimenti che è sempre meglio seguire è quello che prevede di eseguire la potatura delle piantine di oleandro più giovani, in maniera tale che la chioma possa sfoltirsi meglio. La moltiplicazione delle piante di oleandro avviene mediante seme oppure tramite talea, soprattutto nel corso della stagione estiva. Bisogna prestare comunque la massima attenzione, in virtù del fatto che l’oleandro si caratterizza per essere una pianta decisamente velenosa, in ogni sua componente, in virtù del fatto che ha al suo interno dei glicosodi attivi che spesso vengono anche impiegati in medicina. Ecco spiegato il motivo per cui è davvero fondamentale lavarsi le mani tutte le volte dopo aver toccato qualsiasi parte delle piante di oleandro. Tra i pericoli maggiori per lo sviluppo normale e corretto delle piante di oleandro troviamo sicuramente quel parassita che risponde al nome di aspidioto dell’edera: si tratta di un parassita che si può trovare piuttosto frequentemente in un gran numero di paesi all’interno del bacino del Mediterraneo. L’aspidioto dell’edera non è altro che una speciale tipologia di cocciniglia, che va a colpire nella maggior parte dei casi la pagina inferiore delle foglie di queste piante.