L'oleandro

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L'oleandro

Tipicamente mediterranea questa pianta velenosa trova molto favore per scopi ornamentali nei giardini del sud, mentre al nord soffre le temperature rigide e deve essere coltivata in vaso per essere protetta durante il periodo invernale.

di Redazione

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L'oleandro

L'oleandro, dal nome scientifico Nerium Oleander, è una pianta che comprende molte varietà arboree e arbustive di origine mediterranea. Ama quindi i climi caldi del sud Italia, dove la coltivazione può avvenire tranquillamente in giardino, mentre per il suo allevamento al nord è preferibile utilizzare le varietà arbustive in vaso, facili da muovere e mettere al riparo durante l'inverno. Coltivato soprattutto per la sua ottima resistenza e le belle infiorescenza, l'oleandro trova posto in numerosissimi giardini come pianta ornamentale. Il fogliame risulta lanceolato, mentre i fiori, di vari colori dal bianco candido alle lievi tinte rosa fino ai rossi più accesi, possono essere semplici o doppi. La particolarità dell'oleandro è la sua velenosità se ingerito. L'esposizione solare è essenziale per questo tipo di pianta e le temperature non devono mai scendere sotto i 5°C. L'oleandro è una pianta sempre molto bisognosa di apporto idrico, e si accontenta delle piogge solo nei climi umidi e piovosi. In compenso non ha particolari necessità per quel che riguarda il terreno, anche il più duro. Essendo molto rigogliosa va costantemente potata anche con interventi importanti, per non prendere un carattere troppo invadente. La moltiplicazione può avvenire per talea o per seme in vaso, da effettuarsi in estate. Nel caso di coltivazione in vaso è bene cambiare terriccio ogni due anni, mentre si può aiutare la pianta con del concime apposito e, secondo alcuni consigli, con del sangue di manzo. La sua resistenza ne fa una pianta difficilmente attaccabile dai parassiti, ad eccezione di alcune specie di cocciniglie.

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Domande frequenti

  • L'oleandro è tossico per cani e gatti?
    Sì, l'oleandro è estremamente velenoso per animali domestici e umani. Tutte le parti della pianta contengono glucosidi cardiotossici, in particolare nelle foglie e nella linfa lattea. L'ingestione di anche piccole quantità può causare gravi problemi cardiaci, vomito, diarrea e, nei casi più gravi, il decesso. È fondamentale tenere cani e gatti lontani dalla pianta e lavarsi accuratamente le mani dopo qualsiasi intervento di potatura o manipolazione, evitando assolutamente di bruciare i rami tagliati poiché i fumi sono tossici.
  • Come devo proteggere l'oleandro dal freddo in inverno?
    L'oleandro teme il gelo intenso e le temperature inferiori a -5°C. Nelle regioni del Nord Italia o in zone ventose, è consigliabile coltivarlo in vaso per poterlo spostare in serra fredda, garage luminoso o comunque al riparo dal gelo diretto. Se coltivato in piena terra, proteggi il colletto con pacciamatura spessa e avvolgi la chioma con tessuto non tessuto traspirante. Evita coperture in plastica diretta sulle foglie per prevenire marciumi. Le varietà arbustive sono generalmente più resistenti di quelle arboree.
  • Quanto spesso devo innaffiare l'oleandro?
    L'oleandro richiede irrigazioni regolari e abbondanti, specialmente durante il periodo estivo e la fioritura, poiché ama l'umidità ma odia i ristagni idrici. In piena terra, nei climi secchi, annaffia frequentemente mantenendo il terreno umido ma non zuppo. In vaso, controlla l'umidità del substrato più spesso, innaffiando quando i primi centimetri di terriccio sono asciutti. Durante l'inverno, riduci drasticamente le annaffiature, somministrando acqua solo occasionalmente per evitare che le radici marciscano nel terreno freddo.
  • Quando e come potare correttamente l'oleandro?
    La potatura principale va effettuata subito dopo la fioritura, solitamente verso fine estate o inizio autunno, per favorire lo sviluppo dei nuovi getti che fioriranno l'anno successivo. Taglia i rami sfioriti lasciando qualche coppia di foglie. Puoi effettuare una potatura di ringiovanimento più drastica in primavera, eliminando i rami vecchi, secchi o mal diretti per mantenere la forma ordinata. Attenzione: usa sempre guanti e mascherina, e disinfetta gli attrezzi prima e dopo l'uso per prevenire infezioni batteriche o fungine.
  • Che tipo di concime è meglio usare per l'oleandro?
    Per una fioritura rigogliosa, somministra un concime specifico per piante acidofile o per agrumi/fiori, ricco di potassio e fosforo, da aprile a settembre. Il concime va distribuito ogni 15-20 giorni diluito nell'acqua di irrigazione. Alcuni giardinieri tradizionali utilizzano il sangue di bue essiccato mescolato al terreno in primavera per stimolare la crescita vegetativa e la floridità. Evita eccessi di azoto che favoriscono solo le foglie a discapito dei fiori. In vaso, rinnova il terriccio ogni due anni per garantire nutrienti freschi.

Scheda Tecnica

Nerium oleander

Nome scientificoNerium oleander
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero sempreverde
OrigineMediorientale / Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoQualsiasi, anche duro e povero
IrrigazioneAbbondante, regolare
FiorituraEstate (da giugno a settembre)
Altezza2-4 metri (variabile)
ConcimazioneSpecifica, eventualmente sangue di bue
PotaturaImportante, costante per contenere l'espansione
MoltiplicazioneTalea o seme (estate)
Malattie e parassitiDifficilmente soggetta, eccezioni cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneFacile (climi adatti/in vaso al Nord)

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