Faggio

Alberi

Caratteristiche dei boschi di faggio

Caratteristiche dei boschi di faggio sono molte ma la principale è sicuramente l'omogeneità, nei boschi di faggio generalmente si trovano solo faggi non si mescolano con altre speci arboree

di Redazione

01 dicembre 2017

Indice:

Il Faggio

Legare la storia alla botanica, arrivando a parlare delle caratteristiche degli alberi, può risultare un’azione difficile da compiere e tutta da scoprire, ma è a ben vedere qualcosa di estremamente illuminante. Infatti, ci sono alberi capaci di regalare emozioni e di raccontare millenni di storia. Contrariamente a quanto si possa pensare, il faggio è una di queste. Durante le ere glaciali, la diffusione del ghiaccio non mutò solamente la fauna del mondo, costringendo milioni di specie a migrare, ma anche la flora. Anche gli alberi furono costretti a estinguersi per poi tornare tanti anni più tardi. E’ il caso dell’acero, del pino e della betulla. In questo breve elenco manca il faggio, per un motivo molto semplice: mentre queste conifere e altre specie arrivarono subito al termine delle ere glaciali, il faggio si fece attendere e impiegò qualche secolo in più. Il faggio è una delle piante più tipiche dei boschi italiani attuali. Che si parli di spazi alpini o appenninici, che ci si trovi in Lazio, Toscana, Puglia o Emilia Romagna, è sempre possibile imbattersi in boschi di faggio, meglio noti come faggete. Il faggio è una pianta particolare perché ha la capacità di scegliere a chi unirsi e chi accogliere nel proprio spazio. Uno degli aspetti che colpisce maggiormente di una faggeta, per esempio, è la capacità di risultare omogenea: laddove ci sono faggi, difficilmente si moltiplicheranno comodamente altre piante. E’ scientificamente provato: questa pianta è capace di espandere benissimo le proprie radici, come e meglio del bambù.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché i boschi di faggio sono definiti 'monocolture' o così omogenei?
    Il faggio (Fagus sylvatica) possiede un apparato radicale estremamente potente ed espansivo, paragonabile per efficacia a quello del bambù. Questa caratteristica gli permette di assorbire quasi interamente acqua e nutrienti dal suolo, creando una forte competizione alle altre specie vegetali. Di conseguenza, nei boschi dominati dal faggio, nota come faggeta, la presenza di altre piante arboree è scarsa o assente, garantendo all'albero una crescita rapida e uno sviluppo esclusivo dello spazio vitale.
  • Quali sono le regioni italiane dove si trovano naturalmente i faggi?
    Il faggio è una specie autoctona e molto diffusa in Italia, adattandosi sia agli ambienti alpini che appenninici. È possibile incontrare vasti boschi di faggio lungo tutta la catena montuosa degli Appennini e sulle Alpi. La sua distribuzione geografica copre numerose regioni, tra cui Lazio, Toscana, Puglia ed Emilia Romagna, rendendolo uno degli alberi più tipici e riconoscibili del paesaggio forestale italiano attuale.
  • Quando è arrivato il faggio in Europa dopo le ere glaciali?
    A differenza di altre specie come acero, pino e betulla, che hanno colonizzato rapidamente i territori europei al termine delle ultime ere glaciali, il faggio ha avuto un arrivo più tardivo. Si stima che abbia impiegato diversi secoli in più per stabilirsi e diffondersi ampiamente nel continente. Questo ritardo nella migrazione post-glaciale spiega perché il faggio sia oggi considerato una componente recente ma fondamentale della flora forestale europea.
  • Che tipo di terreno preferisce il faggio per crescere bene?
    Il faggio predilige terreni freschi, profondi e ben drenati, con una tendenza all'acidità. Grazie al suo apparato radicale fittonante ed espansivo, riesce ad ancorarsi saldamente al suolo e sfruttare le risorse idriche disponibili. Non ama i ristagni d'acqua né i terreni troppo aridi o calcarei, poiché questi fattori potrebbero limitare la sua capacità competitiva e la salute generale dell'albero, specialmente nelle fasi giovanili.

Scheda Tecnica

Fagus sylvatica

Nome scientificoFagus sylvatica
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo ad alto fusto
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFresco, profondo, ben drenato e acido
IrrigazioneRegolare, soprattutto nelle prime annate
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
Altezza20-30 metri
ConcimazioneLeggera, in primavera con concime organico o specifico per acidofile
PotaturaMinima, per rimuovere rami secchi o malati
MoltiplicazioneSemina (ghiande) o innesto
Malattie e parassitiMarciumi radicali, afidi, cocciniglie, tarma del faggio
Difficoltà di coltivazioneMedia

Potrebbe interessarti anche