Albero Natale

Fiori e natale

Cosa fare dell'abete dopo Natale

L'albero di Natale è la tradizionale decorazione cristiana mutuata dai culti pagani. Viene utilizzato un giovane abete, da riutilizzare per la riforestazione delle zone degradate.

di Redazione

24 novembre 2017

Riutilizzare l'abero

L'albero di Natale, da tutti conosciuto nella tradizione cristiana, viene realizzato dal 8 dicembre fino al 6 gennaio generalmente con delle conifere, vere o in materiali plastici. Quando si utilizza la conifera vera la più utilizzata in genere è un giovane abete, rappresentato anche dai modelli in plastica. Viene poi decorato con festoni e palle, mettendo la classica punta sulla sommità per rappresentare la stella cometa. Nel periodo natalizio si realizzano quindi grosse vendite di abeti giovani, ma bisogna sempre ricordare che si tratta di un essere vivente che va curato, anche se per poco tempo. L'abete gradisce ambienti e suoli freschi, quindi dovrete annaffiare almeno due volte a settimana il vostro albero di Natale facendo attenzione a che il vaso non contenga ristagni. Fertilizzatelo ogni 15 giorni con del fertilizzante per piante verdi e tenetelo lontano dalle fonti di calore, come i termosifoni sempre accesi nel periodo natalizio. Sempre ricordando di avere a che fare con un essere vivente, si raccomanda di non gettare l'albero una volta finite le festività, ma di riconsegnarlo ad un vivaio o a qualche associazione che si occupa del rimboschimento delle zone degradate. Il giovane abete utilizzato a Natale è infatti utilissimo nella riforestazione, grazie ad un apparato radicale molto sviluppato ed espansivo che consente un ottimo equilibrio idrogeologico, trattenendo il terreno per evitare così frane e smottamenti. Come ultima curiosità segnaliamo che la tradizione dell'albero natalizio è in realtà di origine pagana, e precisamente danese, quando questo simbolo rappresentava il passaggio tra il periodo invernale e quello primaverile, e quindi la rinascita vegetativa e l'abbondanza di cibo.

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Domande frequenti

  • Come devo mantenere in vita l'abete durante le feste?
    Per garantire la sopravvivenza dell'abete durante il periodo natalizio, è fondamentale trattarlo come un essere vivente. Posizionalo in un ambiente fresco, mantenendolo rigorosamente lontano da termosifoni e fonti di calore diretto che accelererebbero l'essiccazione. Annaffia il terriccio almeno due volte a settimana, assicurandoti che l'acqua non ristagni nel sottovaso per evitare marciumi radicali. Inoltre, concimalo ogni quindici giorni utilizzando un fertilizzante specifico per piante verdi, fornendo così i nutrienti necessari a sostenere il suo metabolismo limitato durante la permanenza indoors.
  • Cosa fare dell'abete dopo Natale invece di buttarlo via?
    Non eliminare mai l'abete usato come addobbo nei rifiuti urbani. La pratica corretta e sostenibile consiste nel riconsegnarlo a un vivaio specializzato o a un'associazione locale impegnata nel rimboschimento. Questi enti sono attrezzati per gestire il recupero degli alberi e integrarli nei progetti di riforestazione delle zone degradate. In questo modo, l'esemplare non diventa rifiuto, ma torna a svolgere una funzione ecologica vitale, contribuendo alla rigenerazione ambientale e rispettando il ciclo naturale della pianta.
  • Qual è il beneficio ecologico della riforestazione con gli abeti di Natale?
    Il giovane abete, una volta piantato in natura, svolge un ruolo cruciale per l'equilibrio idrogeologico del territorio. Grazie al suo apparato radicale estremamente sviluppato ed espansivo, riesce a trattenere saldamente il suolo, prevenendo fenomeni distruttivi come frane e smottamenti. Utilizzando questi alberi per la riforestazione, si contribuisce attivamente alla stabilizzazione dei versanti e alla protezione del paesaggio, trasformando un semplice oggetto decorativo temporaneo in uno strumento permanente di tutela ambientale e conservazione del suolo.
  • Da dove origina la tradizione dell'albero di Natale?
    Sebbene oggi associata principalmente al cristianesimo, la tradizione dell'albero di Natale ha origini pagane, risalendo specificamente alla Danimarca antica. In quel contesto culturale, l'albero simboleggiava il passaggio dall'inverno alla primavera, rappresentando la rinascita della vegetazione e l'abbondanza di cibo che ne consegue. Questo significato simbolico di rinnovamento e prosperità è stato successivamente adottato e adattato dalla tradizione cristiana, mantenendo però il legame profondo con i cicli naturali e la speranza di ritorno della vita dopo il freddo invernale.

Scheda Tecnica

FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera evergreen
OrigineEuropa/Danimarca (tradizione pagana)
EsposizioneFresca, lontana da fonti di calore dirette
TerrenoFresco, ben drenato, preferibilmente acido/neutralo
IrrigazioneRegolare, almeno 2 volte/settimana, evitando ristagni
FiorituraAssente (gimnosperma)
AltezzaVariabile (usati giovani esemplari)
ConcimazioneOgni 15 giorni con fertilizzante per piante verdi
PotaturaNon richiesta per uso ornamentale breve
MoltiplicazioneSementi o talee (per riforestazione)
Malattie e parassitiResistente, attenzione a secchezza aria
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede cure specifiche indoor)

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