Varietà di fico d'India

Varietà di fico d'India

Il fico d'India è una pianta succulenta (o pianta grassa) della famiglia del cactus di origine messicana ma ormai diffusa in tutti i climi caldi e temperati del mondo. Fu introdotta in Europa e poi nel resto del mondo a partire dalla scoperta delle Americhe.

Il suo andamento è arboreo con altezze anche di 4 metri, anche se l'aspetto è molto particolare con i fusti divisi i numerosissime pale carnose e porose, piatte e di dimensioni tra i 25 e i 40 centimetri. Scientificamente detti cladodi i fusti svolgono anche le funzioni del fogliame, come organo deputato alla fotosintesi, mentre le foglie vere e proprie sono piccolissime e quasi impercettibili, con vita breve. Le pale sono protette da spine, e sviluppano le infiorescenze che potranno dar vita o ai frutti o ad altre radici. Quest'ultime sono di superficie e non raggiungono i 30 centimetri di profondità ma con un'espansione orizzontale notevole.

Le infiorescenze gialle sviluppano i frutti carnosi di buone dimensioni e commestibili nei quali sono contenuti i semi.

Il suo clima ideale è quello arido e siccitoso, ed ha un portamento infestante tanto che in alcune regioni si sono posti dei limiti alla sua coltivazione.

Come tutte le piante succulente necessita di un'irrigazione povera, e un terreno non fertile ed arido ma dal drenaggio perfetto soprattutto per difendere l'apparato radicale, delicato e superficiale.

Tra gli insetti nocivi per il fico d'India abbiamo le cocciniglie, le mosche della frutta, la farfalla del cactus e a volte anche le vespe.

In Italia la sua coltivazione è tipica del profondo sud, con Sicilia e Puglia in testa. Nei paesi poveri ed aridi rappresenta un alimento importante, anche perché ricco di minerali e vitamine.

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