Risposta: Annaffiatura delle piante grasse dopo il rinvaso

Risposta: Annaffiatura delle piante grasse dopo il rinvaso

Le piante grasse vengono così chiamate per il loro aspetto. I loro tessuti sono in effetti tessuti che sembrano esser gonfi. Il loro turgore è dato dalle cellule interne che intrappolano l’acqua e la rilasciano alla pianta poco per volta. Le piante grasse sono una varietà molto vasta e numerosa. Con questo termine non si indica una sola pianta, ma esemplari vegetali di ogni dimensione, con foglie anche molto diverse tra loro, con fiori o con frutti, e di ogni altezza. Le piante grasse possono esser alte due centimetri e arrivare fino a due metri a seconda dell’esemplare che è stato scelto. Tutte hanno però la caratteristica di esser ricoperte da spine. Questo è un adattamento al caldo eccessivo. Infatti le spine sono foglie che nel corso dell’evoluzione si sono modificate e si sono ridotte a spine in modo che la pianta non deve compiere sforzi inutili per la fotosintesi, sforzi che nel periodo di caldo e siccità la pianta non può permettersi di compiere. Questo è quindi un adattamento che le consente di sopravvivere anche quando le temperature sono eccessive, adattamento che però è diventato una caratteristica distintiva di questo gruppo di pianta oggi molto conosciuto e diffuso non solo nei suoi habitat naturali. Le piante grasse vengono infatti utilizzate per fare delle composizioni da casa che vanno ad arredare il salotto o la stanza da letto. Queste vengono utilizzate perché assumono aspetti e conformazioni molto particolari, oltre che ad essere delle piante che richiedono poca attenzione e cura.
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Le origini delle piante grasse

Le origini delle piante grasse Le piante grasse, originarie dei luoghi desertici di Africa e Asia, grazie ad una straordinaria capacità di adattamento all'ambiente che le circonda, sono tra gli esemplari più diffusi al mondo. E' più corretto definirle "piante succulente" così come è da evitare di chiamarle superficialmente "cactus" in quanto quest'ultima è solo una famiglia del genere. Prediligono zone di coltivazione particolarmente illuminate, riescono a resistere anche a periodi molto caldi grazie alle spine che sostituiscono le foglie e riducono l'esposizione al sole. I fiori, che nascono dopo parecchi anni di cura, nascono direttamente attaccati al fusto, caratterizzato anche da areole pelose che hanno la funzione di contrastare il caldo. L'unica vera accortezza è farle crescere in zone con temperature non più basse di cinque gradi.

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