Cura piante grasse

Cura piante grasse

Nel momento in cui si ha intenzione di coltivare le piante grasse, è importante mettere in evidenza come sia davvero molto importante fare attenzione al terreno, ma soprattutto alla varietà con cui si ha a che fare.

Infatti, la cosa più importante da tenere sempre in considerazione è quella di garantire al terreno un drenaggio sempre perfetto: infatti, nessuna pianta grassa è in grado di resistere con un terreno eccessivamente umido, in cui l’apparato radicale sia a rischio oppure anche nel caso in cui il substrato sia completamente bagnato.

In relazione a questa considerazione, è bene sottolineare quali siano gli effetti più immediati sulle piante grasse: infatti, in primo luogo si va a manifestare quelli che vengono chiamati marciumi radicali, che piuttosto frequentemente vanno a colpire la base dei fusti di queste specie.

Correggere tali situazioni, arrivati a questo punto, può essere davvero molto complicato, soprattutto in virtù del fatto che ogni tipo di intervento sarebbe inutile. Proprio sul fondo del vaso, oppure anche in piena terra, è necessario lavorare il terreno profondamente, in maniera tale da organizzare una sorta di strato drenante che deve essere sempre costituito da ghiaia, decisamente fine, ma anche da un numero ridotto di cocci, così come da perle di argilla.

Piuttosto frequentemente in commercio c’è la possibilità di acquistare dei terricci appositamente realizzati per le piante cactacee e non c’è alcun problema nell’impiegarli, visto che non hanno alcun effetto secondario o negativo.

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Ecco perché amiamo le piante grasse

Ecco perché amiamo le piante grasse Sono sostanzialmente due i motivi per cui le piante grasse (che più correttamente possono essere definite piante succulente) riescono a riscuotere così tanto successo in ogni zona del mondo: la bellezza estetica e le poche cure richieste. Ciò è principalmente dovuto alle origini di questa pianta, abituata a resistere già a condizioni climatiche estreme come quelle delle zone desertiche africane. I tessuti succulenti, ad esempio, riescono a trattenere l'acqua per poi distribuirla alla pianta durante i periodi di siccità estrema. Stessa funzione hanno le radici che riescono ad attecchire per parecchi metri sottoterra col compito di scovare acqua. Un altro sofisticato meccanismo è la presenza su parecchie di queste piante delle spine al posto delle foglie per ridurre l'esposizione al sole.

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