Kaki
Il kaki o Diospiro è una pianta da frutto che può vantare un'origine del tutto orientale, visto che proviene dalla Cina ed è stata, in un secondo momento, diffusa anche in Corea, Giappone ed altri paesi dell'estremo oriente. Il kaki è una pianta da frutto che è stata introdotta nella penisola italiana alla fine del secolo scorso e, da quel momento ha dimostrato di sapersi diffondere a ottimi livelli, almeno fino al periodo in cui non si è abbattuta la mosca, che ha praticamente portato la produzione da tre milioni alle cinquanta mila tonnellate che si ottengono al giorno d'oggi. Le regioni maggiormente interessate, per quanto riguarda le coltivazioni di kaki, sono la Campania e l'Emilia Romagna, ma non bisogna ovviamente dimenticare anche la Sicilia, le Marche ed il Veneto. In ogni caso, si tratta di una pianta da frutto che presenta anche numerosi limiti pedoclimatici, visto che non è molto resistente al freddo ed alle basse temperature, anche se riesce a sopportare temperature fino a quindici gradi sotto il livello dello zero termico.
Etimologia del kaki
Il significato del nome scientifico del kaki, così chiamato per i suoi frutti dolcissimi dalla polpa cremosa, è "pane degli dei", Diospyros. In Cina, il suo paese d'origine, è noto come "albero dalle sette virtù": lunga vita, grande ombra, assenza di nidi e tarli, grandi foglie con cui giocare, da bruciare d'inverno, utili per concimare la terra. Importato in Europa nel 1700, solo dagli inizi del novecento è coltivato in Italia come albero da frutto. prima si usava solo per scopi ornamentali. Il kaki può vivere anche fino a 100 anni e raggiunge facilmente gli otto-dieci metri di altezza. I frutti hanno una sottile buccia arancione tendente al rossiccio e dimensioni variabili: i più grandi possono raggiungere anche i cinquecento grammi di peso.