Una calla di crèpe
La Calla molto diffusa è la Zantedeschia aethiopica coltivata per la produzione di fiori; essa in confronto alle altre qualità riesce a tollerare anche corti periodi con basse temperature; d'altra parte la temperatura in inverno,preferibilmente,non dovrebbe arrivare al di sotto dei 7-10 gradi. E’ una pianta semirustica, con foglie tutte basali, grandi , scure, lucide; i fiori sono avvolti in un caratteristico spadice circondati da una grande foglia di colore bianco,chiamata spata,che dona una forma ad imbuto che emana un delicatissimo profumo. La posizione preferita della Calla affinchè dia il massimo splendore è quella accanto a laghetti, a ruscelli, ecc. dovuto al suo amore per ambienti circondati da umido. Le annaffiature regolari nel periodo di fioritura sono necessarie per la pianta,e poi devono essere ridotte durante il periodo di autunno nel momento in cui le foglie iniziano ad ingiallire. Il nome botanico, Zantedeschia, prende le mosse da quello di un botanico italiano, Francesco Zantedeschi,che visse tra il 1773 e il 1846. Nella varietà bianca, la calla è stata al centro della scena per molti anni nei primi del '900, diventando il simbolo del periodo Liberty.
Il genere della calla
Il genere Zantedeschia, comunemente noto come Calla, appartiene alla famiglia delle Araceae e comprende piante originarie delle paludi sudafricani dove crescono spontaneamente soprattutto nelle zone comprese fra l'Equatore e Capo di Buona Speranza. Si tratta di una pianta erbacea perenne e presenta alcune peculiarità come la totale mancanza di fusto, crescono direttamente da un rizoma sotterraneo che serve come organo di moltiplicazione. Da lì nascono le foglie. Il fiore della calla in realtà è costituito da brattee cioè delle foglie modificate che avvolgono i fiori e le infiorescenze per proteggerli e sono chiamate spata. L'infiorescenza vera e propria sarebbe lo spadice, l'asta che vediamo erigersi al centro dello spata. La Liguria è la regione italiana nella quale viene maggiormente coltivata.