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Impianto irrigazione a goccia

Irrigare con i gocciolatori

La storia dei gocciolatori, dalla fine del secolo scorso fino ai giorni d'oggi

di Redazione

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Le idee geniali nascono dal nulla, è risaputo. Un esempio è l'irrigazione a goccia. Fino agli anni sessanta questa modalità d'irrigazione era “sotterranea”, cioè i tubi (in argilla prima, in plastica poi) rilasciavano acqua nel terreno. Finché negli anni trenta, un agricoltore, in Israele, fece osservare a Simcha Blass la particolarità di un grosso albero, che cresceva e si sviluppava “senza acqua”, Blass notò che un tubo accanto all'albero perdeva e che delle piccole gocce lo bagnavano in modo continuo. La vista di questa stranezza lo colpì parecchio ed anni dopo cercò di ricreare quello strano fenomeno. Il metodo studiato da Simcha, invece di innaffiare le piante, attraverso numerosi fori, che, come succede ancora adesso, potevano essere facilmente chiuse da particelle di terreno, usava tubolari, stretti e lunghi che per attrito rallentavano l'acqua e che aumentavano la loro pressione fino a livelli elevatissimi. Il primo sistema di irrigazione a goccia fu installato nel 1959 in Israele da Blass stesso.

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