fiori di Como
I primi ad essere rapiti dalla bellezza dei fiori di Como, furono due importantissimi geografi e naturalisti latini che lì nacquero: Plinio il Vecchio e suo nipote Plinio il Giovane. Sono stati ritrovati, fortunatamente per noi, quasi tutte le loro opere da cui si evince sempre la loro totale dedizione alla natura e ai fenomeni devastanti sia in senso positivo che negativo. La bellezza di un fiore, ad esempio, è una bellezza devastante in senso più che positivo. Di Como è anche il fisico Alessandro Volta, che di certo non si è dimenticato dei fiori nei suoi studi, non perché li abbia nominati mai, ma perché in essi trovava indubbiamente continuo ristoro da formule e contro formule. In esso scopriva ciò che però teneva nascosto. Il mistero della vita che ognuno di noi dovrebbe comprendere in modo personale. E' facile ammirare un fiore, ma dare ad ogni fiore un motivo d'esistere diventa più complicato, non vi pare? Arduo non fu per Franz Liszt tutto questo. Quando proprio a Como nacque sua figlia Cosima, per un giorno smise di comporre e andò nei campi a raccogliere dei fiori per la moglie. Anche quel gesto fu piena e vorticosa musica, non trovate?