Papavero-22
Il papavero è una pianta erbacea spontanea della famiglia delle Papaveracee che ha a volte una natura infestante colonizzando tutti i terreni, dai campi incolti a quelli coltivati. Il fiore di papavero, molto noto, ha ispirato canzoni e poeti, con il suo color rosso sangue acceso. È una pianta che si contraddistingue anche per le sue proprietà officinali e narcotiche, utilizzate malauguratamente anche per la produzione di droghe pesanti in una sua varietà particolare, il Papaverum Somniferum, che contiene concentrazioni molto più alte di alcaloidi, oppiacei molto potenti come la morfina, in confronto alle altre varietà. Per questa specie in moltissimi paesi la coltivazione è autorizzata solo a scopi farmaceutici e sotto stretto controllo. È una pianta annuale, dotata di un apparato radicale a fittone, coltivata anche per scopi ornamentali, con fusti che riescono a raggiungere anche il metro e mezzo di altezza. Il fogliame è rado, allungato con foglie pelose e frastagliate abbastanza carnose. La fioritura avviene verso maggio-giugno, quando si può anche effettuare la raccolta che deve essere svolta la mattina di buon ora. I papaveri infatti si richiudono a sera per riaprirsi il giorno seguente. La raccolta del lattice a scopi officinali invece avviene con il bulbo floreale ancora acerbo. I petali hanno alte percentuali di antociani e zuccheri e vengono utilizzati per la preparazione di tisane ed infusi. In farmacologia invece si usano per preparare antidolorifici molto potenti o sciroppi. L'esposizione solare è fondamentale per la buona crescita dei papaveri, che nonostante abbiano una enorme adattabilità, sono favoriti in terreni sciolti, leggeri e di buona composizione organica. Un composto di vegetali in decomposizione è comunque più che sufficiente. L'irrigazione deve essere moderata, con un terreno dal drenaggio più che ottimale.