Papavero-19
Il papavero da oppio è solamente una delle tante varianti di questo fiore appartenente alla famiglia delle Papaveracee, originario del Vecchio continente ma arrivato nel giro di pochi secoli praticamente in tutto il mondo. Quando si parla del papavero si ha a che fare con un fiore spontaneo che fiorisce nel periodo tra maggio e luglio e che cresce tranquillamente nei terreni dissodati, presso le ferrovie o comunque nei luoghi in cui la presenza dell’uomo c’è ma non è diretta. E’ opportuno ricordare che quando si parla del papavero, tuttavia, non si parla solamente del papavero da oppio: ci sono altre varianti di questo fiore che ricoprono semplicemente una funzione ornamentale. E’ il caso del papavero giallo, di quello blu e di quello rosa, che nel linguaggio dei fiori sanno regalare soddisfazioni ma che hanno tutti in comune il legame con il sonno e con il torpore. Questo è dovuto di fatto all’utilizzo che nel corso dei secoli si è fatto di questo fiore. C’è da dire che fin dall’antichità Morfeo, il dio del sonno, veniva immortalato imbracciando dei mazzi di papavero, e questo ha contribuito ulteriormente a fare di questa pianta, la pianta della tranquillità. Un fiore come il papavero, tuttavia, fa capolino molto spesso in ambito farmaceutico e culinario: dai suoi petali e dai suoi semi si estrae la morfina mediante un procedimento che ormai non è più nemmeno molto complesso; poi sono tantissime le casalinghe che hanno scelto i semi di papavero come ingrediente per le loro torte.