Ninfea-26
C’è fiore e fiore. Non tutte le varianti sono uguali tra di loro, ognuno ha un suo perché, ognuno vive in base alle sue peculiarità, alla sua storia e alla sua vita. Fino a questo punto della nostra breve dissertazione, abbiamo preso in considerazione delle varianti floreali che sono da ritenersi tipicamente europee in quanto nate, cresciute e sviluppate dal terreno del vecchio continente. Adesso abbiamo di fronte la ninfea, che è un fiore acquatico unico nel suo genere e non legato a nessun altra pianta. La domanda principale che possiamo farci è la seguente: in Italia quante specie di ninfea esistono? La risposta è semplice: poche. Abbiamo a che fare con una specie che appartiene a una famiglia povera sotto il profilo numerico. Niente a che fare con girasoli e margherite, afferenti alla famiglia delle Asteracee. La ninfea in Italia è rappresentata da pochissimi esemplari, ne emergono soprattutto due. Quella che va per la maggiore è la ninfea alba, che raggiunge i 200 centimetri di altezza e predilige le acque stagnanti. Il nome è dovuto al fatto che questa piante si apre all’alba e si chiude su se stessa al tramonto: un po’ come capita per il girasole, insomma, essa vive in un rapporto di strettissima simbiosi con l’ambiente esterno. E’ chiaro che trattandosi di un fiore acquatico abbia un ciclo biologico perenne e dia il meglio di sé, soprattutto parlando di fioritura, nel periodo compreso tra maggio e settembre. E’ un fiore estivo e caldo, che nell’immaginario collettivo si collega facilmente alla sfera femminile.