Ninfea-18
Uno dei motivi per cui vale la pena di appassionarsi al meraviglioso mondo dei fiori, è la varietà dei messaggi che ogni esemplare floreale è capace di convogliare. E’ un po’ come avere a che fare con l’universo e con gli esseri umani, siamo tutti simili eppure così diversi, ognuno con le sue peculiarità, con la sua storia e con le sue attitudini. Come vale per gli esseri umani e per la gente, vale anche per la natura e le sue forme. Per i fiori, nel dettaglio, che riescono da soli a parlare e a dire quello che pensano. Sembra strano e paradossale ma non lo è, è proprio così. Prendiamo per esempio la ninfea, a vedere questo fiore sembra di trovarsi di fronte a un oggetto semplice e insignificante. Ma basta soffermarsi su questa figura per qualche secondo in più per rendersi conto di avere a che fare con qualcosa di unico e inimitabile. Pensiamo ai colori: semplici e puri come il bianco, il rosa, il viola chiaro. Poi c’è il cuore giallo, insomma sembra di trovarsi di fronte a tutto l’universo femminile in un colpo solo. Eppure, se si dà un’occhiata alla storia di questa splendida variante floreale, si capisce che nel corso dei millenni le popolazioni l’hanno considerata in maniera mai univoca. Gli egizi la utilizzavano per completare le tombe dei morti, i greci invece la considerano perfetta per contemplare e rappresentare le dinamiche tipiche dell’amore non corrisposto e le pene amorose in genere. C’è chi dice che questo sia più di tutti il fiore che rappresenti la sofferenza dell’attrazione.