Narciso-28
Quando ci si trova di fronte a questo nome, possono venire in mente tante cose. Narciso. E’ il nome di uno dei personaggi principali di un grandissimo romanzo di Herman Hess. Narciso e Boccadoro, appunto. Ma Narciso è anche un personaggio leggendario, la cui figura viene da decenni collegata e accostata alle persone che amano specchiarsi e curare la propria immagine. Il narcisismo, appunto, è la virtù (o il vizio) di chi si piace fin troppo. Ma Narciso, soprattutto sulle righe di questo sito, è il nome di un fiore unico e tutto da ammirare. Un fiore che appartiene a una delle famiglie più ricche della storia e che ha fin nel nome la capacità di lasciare a bocca aperta. Se procediamo all’analisi etimologica del nome, infatti, scopriamo che narciso vuol dire “capace di stordire”. In effetti, alcune varianti di questa ricchissima specie sono contraddistinte da un profumo fortissimo e capace di lasciare a bocca aperta e con la mente confusa. Il narciso è un fiore caratterizzato da petali bianchi lunghi e affusolati che si collegano a una corona di colore giallo vivo nel mezzo. Non commettiamo l’errore di considerarlo un fiore selvaggio, ma piuttosto è necessario capire che è adatto a tutti i tipi di giardino e di terreno da coltivare nel modo giusto. Per esempio, non va bene per i terreni troppo torbosi, oppure non è adatto ai fertilizzati che sono troppo ricchi di azoto. Se avete bisogno di un fiore particolare che nel linguaggio dei fiori riesca a convogliare messaggi positivi, magari di ambizione ricchezza e prosperità, non abbiate dubbi e puntate sul narciso.
Il narciso in Italia
La coltivazione del Narciso in Italia, negli anni si è ridotta. Infatti oggi, l'unico Narciso che è possibile individuare nella flora italiana è quello selvatico che ancora popola le pendici di alcuni monti: verso il lago d'Orta, il Maggiore e gli altri specchi d'acqua prealpini. Ma i Narcisi sbocciano selvaggi anche in altre zone del nostro paese: ad esempio nella Val Borbera e nell'alta Val Trebbia, nei pressi del più alto comune ligure, che si chiama Fascia in onore di quelle fasce di terreno faticosamente rubate all'aspro declivio montano per coltivare ortaggi e cereali. E il Narciso è presente ai piedi della Majella, e in altre zone delle Alpi e degli Appennini in cui l'agricoltura intensiva ha lasciato spazio a questi bulbi che non amano pesticidi.