Narciso-23
Il narciso è una pianta erbacea bulbosa proveniente dall'Europa e facente parte della famiglia delle Amaryllidaceae, il cui nome spesso viene erroneamente attribuito a legami con la mitologia greca nell'omonimo personaggio grazie alla bellezza dei suoi fiori, mentre si deve all'etimologia greca della parola che indica lo stordimento dei suoi profumi narcotici e penetranti, altra sua caratteristica fondamentale. Il bulbo sviluppa un fusto che può raggiungere il mezzo metro di altezza con un fogliame rado esclusivamente basale composto da foglie lanceolate lunghe e verdi chiaro. Il fiore è singolo dalla forma particolare, con un calice centrale bianco con margini colorati di rosso o giallo circondato da petali semplici bianchi. Ricorda la forma di un trombone, termine con il quale viene indicato in alcune aree. Il bulbo è velenoso e potenzialmente mortale. Ama i climi temperati ma non soffre il freddo e i suoi bulbi possono essere lasciati a dimora durante l'inverno. Il terreno deve essere leggero e povero di carbonio, non torboso ma sostanzialmente aiutato con concimi potassici, azotati e fosforici durante la fioritura. Deve essere inoltre particolarmente drenato in quanto la pianta esige un grande apporto idrico. La riproduzione più semplice avviene per divisione e messa a dimora autunnale dei bulbiti, mentre più raramente si ricorre alla semina. Molto diffuso sui rilievi, grazie alla sua tendenza ai climi freschi, il narciso ha anche una discreta resistenza ai parassiti, e oltre a due tipologie di mosca soffre solo per il marciume dovuto ad un imperfetto drenaggio del terreno.
Classificazione del narciso
La presenza del Narciso nel nostro paese, negli anni è andata scemando. Infatti oggi, l'unico Narciso che è ancora visibile nella flora italiana è quello rustico che ancora resiste su alcuni monti: soprattutto nelle vicinanze di laghi alpini e zone prealpine. Ma i Narcisi sbocciano selvatici anche in altre zone dell'Italia: ad esempio nella Val Borbera e nell'alta Val Trebbia, nei pressi del più alto comune ligure, che si chiama Fascia in onore di quelle fasce di terreno faticosamente rubate all'aspro declivio montano per coltivare ortaggi e cereali. E' possibile trovare esemplari di Narciso anche ai piedi della Majella, e in altre zone alpine e degli Appennini dove si è ridotta l'agricoltura intensiva e hanno trovato spazio queste piante che odiano i pesticidi.