Mimosa
La mimosa è un albero di origine australiana che nel corso del novecento ha conosciuto una notevole fama grazie alla nascente e ormai consolidata tradizione nel regalare le infiorescenze alle donne in occasione della festa a loro dedicata il 8 marzo. Questa tradizione viene facilitata dalla fioritura precoce dell'albero, che avviene a fine febbraio. La fioritura, classica che tutti conosciamo, è quella a capolini gialli globosi, piccoli e profumati. Le foglie invece sono piccoline ma lunghe, particolari, opposte e disposte in fila lungo dei rametti appiattiti. In effetti sono delle foglie trasformate. Per la coltivazione l'albero deve essere messo a dimora su un terreno acido e umido, organicamente ricco, nel periodo autunnale fino all'inizio della primavera. La mimosa cerca le buone esposizioni solari, con irrigazioni settimanali da praticare solo a terreno completamente asciutto in superficie. La concimazione deve apportare molta sostanza potassica, con un concime a lenta cessione specifico per fiori a cadenze quadrimestrali. Tra le varietà possiamo trovarne alcune arbustive coltivabili in vaso, e in appartamento. La mimosa ama i climi temperati e potrebbe soffrire il freddo, con pause vegetative al di sotto anche di appena 15°C. La moltiplicazione migliore consigliata è la talea, ma anche la semina rimane una tecnica molto valida, seppur più lenta. Entrambe sono da effettuarsi nel periodo primaverile o estivo, mentre come detto prima, l'albero giovane può essere messo a dimora nel periodo più freddo. Qualsiasi sia il luogo di coltivazione bisogna riparare la mimosa dai venti. Non ci sono per contro, particolari malattie o parassiti a cui questo albero sia particolarmente sensibile.