Il fiore del girasole
Uno degli errori più comuni che è possibile commettere quando si parla di fiori è quello di confondere il girasole con la margherita. Beninteso, questo è uno di quegli strafalcioni che possono capitare solamente ai profani o a coloro che si avvicinano agli elementi naturali guardandoli da fuori e senza la voglia di approfondire. Invece, noi siamo qui per fare chiarezza sulla botanica: il girasole e la margherita sono simili solamente nei petali e nella forma: in entrambi i casi i petali sono allungati e il cuore estremamente largo. C’è di vero che questi due fiori appartengono alla medesima famiglia vegetale, quella delle Asteracee, che è anche la più ricca presente in natura con circa 20000 specie e altrettanti generi diversi. Il girasole è stato studiato nel dettaglio e successivamente catalogato in maniera chiara e precisa dallo studioso svedese Carlo Linneo, che possiamo definire senza tema di essere smentiti come l’uomo che ha cambiato la storia naturale. Linneo si è soffermato sul legame che intercorre tra questo fiore e la sua tendenza all’eliotropismo: il girasole è eliotropico perché si muove in relazione al calore e ai raggi solari, dove va il sole va la testa del girasole. Questo fiore tra l’altro viene usato molto spesso in ambito alimentare perché dai suoi semi si estrae a freddo un olio che viene utilizzato per le fritture o per la preparazione di piatti che non sono propriamente di prima scelta. E’ un fatto che molti considerano limitativo rispetto alla reale identità di questo fiore.