Croco-3
Il croco, il cui nome scientifico è Crocus Vernus, ha origini molto antiche e utilizzi altrettanto antichi sia in campo officinale, che culinario e ornamentale. Nativa probabilmente dell'Asia Minore questa pianta fu introdotta millenni fa nel bacino del Mediterraneo proprio per questi scopi. Una sua particolare varietà, il crocus Sativus veniva, e viene tuttora coltivato per ricavare dagli stigmi dei suoi fiori lo zafferano, antica e pregiata spezia, di cui ricordiamo la pericolosità tossica in caso di un uso smodato, che oltre i 20 grammi giornalieri può condurre alla morte. Dagli stigmi si ricavano comunque preziosi elementi con proprietà toniche e di regolazione dei flussi mestruali, stimolanti e digestive. Il croco è una pianta bulbosa, della famiglia delle Iradaceae,che predilige quindi terreni soffici che non danneggino il bulbo. A questo proposito nella sua coltivazione si raccomanda di effettuare frequenti zappettature per rompere le croste superficiali del terreno. Si consigliano quindi preparazioni fresche e ricche di humus, con messa a dimora dei bulbi in autunno, in buche di 15 centimetri circa di profondità e distanti fra loro almeno 5 centimetri. Le concimazioni sono preferibili a lenta cessione, azotate e potassiche, da praticarsi annualmente. Le annaffiature, generalmente bisettimanali, devono essere indirizzate al mantenimento del terreno più favorevole. Come tutte le piante mediterranee e dei climi temperati caldi si dovranno favorire le buone esposizioni solari. I fiori sono generalmente di colore lilla anche se esistono varietà con colori gialli. I fusti possono raggiungere altezze di pochi centimetri, generalmente non superiori ai 15. non soffre particolarmente le avversità, ma si ricorda l'attenzione da porre ai ristagni idrici, che come in tutte le bulbose, potrebbero favorire il marciume del bulbo.