Croco-26
Se è vero che quando si ha a che fare con la scienza essere superficiali è un vero e proprio delitto, è altrettanto vero che ci sono alcune branche della scienza che ci consentono di attingere a piene mani dal bagaglio delle emozioni primordiali. In questa categoria rientra senza ombra di dubbio lo studio dei fiori e delle piante. I fiori comunicano, non hanno mai smesso di farlo, hanno un linguaggio proprio che è tutto da scoprire e che contribuisce a rendere ogni fiore diverso dall’altro. In queste righe parleremo del croco, ovvero sia di una specialità tipica del Mediterraneo, che dalla Grecia è arrivata in Asia Minore senza particolari difficoltà e che oggi riesce a custodire gran parte dei segreti millenari della nostra terra. Quali sono le primissime emozioni che suscita un croco? Guardate la foto correlata, cancellate ogni tipo di pensiero e soffermatevi sulla sua capacità di emozionare. Un croco ha qualcosa di divino, di etereo nella forma: suggerisce la sinuosità delle forme femminili e tanto altro ancora. Il croco è in effetti fin dai tempi dell’antica Grecia simbolo di amore passionale e di sensualità, non c’è nulla da fare. Con il tempo, tuttavia, le cose sono cambiate, e questo magico fiore ha abbracciato un valore più razionale e distaccato. Con l’arrivo della Regina Vittoria, in Inghilterra la classificazione dei fiori è avvenuta sotto schermi molto più rigidi, per cui dalla passione sconfinata, il croco è arrivato a simboleggiare – meglio di molti altri fiori – la giovinezza spensierata.