Croco-10
Il nome non trasmette sensazioni immediatamente positive: non suona accogliente né amichevole, questo è vero e innegabile, ma quando si ha a che fare con i fiori e con le scienze naturali, andare oltre non è un obbligo ma è un piacere assolutamente impagabile. Il croco, dicevamo, non suona bene, ma parla benissimo, questo è verissimo e innegabile. Nel linguaggio dei fiori, infatti, questo fiore appartenente alla famiglia delle Iridacee, ha tanto da dire e tantissimo da insegnare, fin dalla notte dei tempi. E’ uno dei fiori più mediterranei della storia, nel senso che da quelle parti, nella culla del cuore dell’Europa è nato e si è sviluppato e poi si è diffuso in Asia Minore e in altre zone del globo. Ad ammirarlo vengono i brividi, a patto che questo esercizio venga compiuto nel modo giusto e con la mente predisposta. Se si osserva questo fiore senza paura e con leggerezza d’animo si scoprono tante cose. Si capisce, per esempio, perché secondo Omero era grandissimo il suo legame con la passione e con l’amore più bollente. In effetti, a guardare bene questo fiore, di colore viola caldo, salta in mente la figura femminile in tutta la sua sinuosità e in tutto il suo fascino misterioso. E’ un fiore femminile, senza ombra di dubbio: non farà la scena delle rose rosse, naturalmente, però se la gioca bene il croco. Chi lo apprezza vuol dire che è capace di andare oltre e sa farsi colpire dal mistero della natura. Il croco è un fiore misterioso e dalla storia millenaria, non sottovalutiamolo.