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consegna fiori per festa della mamma

Regalare dei fiori alla festa della mamma è sempre un bel gesto, ma laconsegna dovrà avvenire con le vostre mani.

di Redazione

consegna fiori per festa della mamma

Regalare dei fiori per la festa della mamma è da anni considerato un bellissimo gesto, va però detto che a consegnarli dovrete essere voi stessi e non il fiorai oppure un parente. In questo caso il gesto conta più dei fiori. Questo perché nella storia la festa ha molto significato, si pensi che una mamma molto festeggiata nell'antichità era Rhea, sposa di Crono e madre degli dei greci. A causa di una profezia, Crono temeva di essere un giorno spodestato da suo figlio. Per impedire alla profezia di avverarsi, ingoiava tutti i figli che Rhea partoriva. Questi non morivano, perchè gli dei sono immortali, ma rimanevano imprigionati nelle fauci di Crono. Disperata e incinta Rhea decise di nascondersi in una caverna del monte Ida nell'isola di Creta, dove dette alla luce in gran segreto Zeus. I Greci dedicavano a Rhea un giorno di festeggiamenti ogni anno. Il culto di Rhea si diffuse anche in Asia minore e tra i Romani, che la chiamarono Cibele. Cibele era ritenuta la madre di Giove, Giunone, Nettuno, Cerere e Plutone.

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Domande frequenti

  • Chi dovrebbe consegnare fisicamente i fiori alla propria mamma?
    Secondo la tradizione riportata, il gesto di regalare fiori per la Festa della Mamma acquista il massimo valore simbolico quando viene effettuato personalmente dal figlio. Non è consigliato affidare la consegna al fioraio o ad altri parenti. La presenza fisica e il contatto diretto trasmettono un messaggio di affetto più autentico e significativo rispetto al semplice oggetto donato, rendendo il pensiero più importante della materia.
  • Qual è l'origine mitologica della Festa della Mamma?
    La radice storica della celebrazione risale all'antica Grecia, dedicata a Rea, moglie di Crono e madre degli dei. Rea fu costretta a nascondersi nel Monte Ida a Creta per partorire segretamente Zeus, temendo che il marito, spaventato da una profezia, divorasse i propri figli. I Greci celebravano annualmente Rea, un culto poi diffuso in Asia Minore e adottato dai Romani sotto il nome di Cibele.
  • Chi era Cibele nella mitologia romana?
    Cibele è il nome romano assunto dalla dea greca Rea. Era venerata come la grande madre degli dei e delle dee principali, tra cui Giove, Giunone, Nettuno, Cerere e Plutone. Il suo culto, importato dall'Asia Minore, sottolineava il ruolo materno primordiale e protettivo, collegandosi direttamente alle antiche tradizioni di celebrazione dedicate alla figura materna divina e alla fertilità della terra.
  • Perché Crono divorava i suoi figli secondo il mito?
    Crono, re degli dei, agì così a causa di una profezia che prevedeva che sarebbe stato spodestato da uno dei suoi figli, proprio come lui aveva fatto con il padre Urano. Per prevenire il destino segnato, ingoiava appena nato ogni figlio partorito da Rea. Tuttavia, poiché gli dei sono immortali, i bambini non morivano ma restavano imprigionati nelle fauci del padre fino al loro ritorno.

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