Come innaffiare l'Oppio papavero
La storia e la mitologia non sono delle semplici materie di studio, fini a se stesse e fondate sulla speculazione. La storia e la mitologia non sono altro che due libri sempre aperti, messi a nostra disposizione per vivere meglio e per avere meno dubbi possibili. La storia e la mitologia che ci dicono quello che è stato per capire meglio quello che è e che sarà, e queste due discipline eccezionali possiamo legarle anche al papavero, e più in generale allo studio del linguaggio dei fiori. Proprio così: perché se oggi ci chiediamo il motivo per cui il papavero è considerato per antonomasia il fiore del sonno e del torpore, la risposta la troviamo nei dipinti classici che ritraggono Morfeo – dio del sonno – imbracciare un mazzo di papaveri. In effetti, da alcune varietà di questo fiore appartenente alla famiglia delle Papaveracee, si ottiene la sostanza naturale più sedativa in assoluto: la morfina. Prende il nome proprio dalla divinità greca di cui sopra ma non si può estrarre da tutte le varianti di papavero. La morfina la ricaviamo solamente dal papavero rosso, anche noto come papavero da oppio. Dal punto di vista scientifico, quello che possiamo dire su questo fiore è che fiorisce in tutta la sua rigogliosità nel periodo compreso tra maggio e luglio, e va raccolto al mattino presto quando i petali sono completamente aperti. Altre varianti meno diffuse ma ugualmente belle da vedere sono il papavero giallo, il papavero blu e il papavero rosa, anch’esse nel linguaggio dei fiori sono pregne di significati.