Coltivare la mimosa
La mimosa, detta acacia dealbata in botanica, è una pianta che appartiene alla famiglia delle acacee, arborea, con altezze raggiunte anche di 30 metri nella sua patria d'origine e di una quindicina di metri in Europa. L'usanza di regalare un rametto di mimosa l'8 marzo per la festa della donna risale al 1946 in ricordo delle donne operaie socialiste di Pietroburgo morte lottando e manifestando contro lo sfruttamento dei lavoratori. Originaria dell'Australia, si è ormai sviluppata come pianta ornamentale in modo quasi spontaneo anche in Europa. In Italia trova il clima ideale in Toscana dove cresce rigogliosa e nel meridione. Il clima mite è l'ideale mentre teme gli inverni rigidi essendo una pianta delicata. Si coltiva sia in vaso, con comportamento arbustivo, che in terra, quindi sia in interni che in esterni, con l'unica accortezza di porla in un luogo soggetto a correnti d'aria. In interni si posiziona vicino a fonti luminose come finestre, porte finestre e terrazzi poiché ama la luce solare. È una pianta che si sviluppa con un tronco eretto. Ha le foglie verdi pendenti composte da tante piccole foglie messe a lisca di pesce. I fiori sono composti a numerosi capolini sferici gialli. È una pianta affascinante, gradevole, con un profumo intenso persistente molto apprezzato. Il terreno ideale per coltivarla deve essere fertile, ricco di sostanze nutritive, leggermente acido e umido. Il periodo migliore per la metterlo a dimora va da ottobre a marzo. Si moltiplica per talea in primavera-estate usando un terriccio misto a torba e sabbia. Le annaffiature devono essere maggiori nel periodo estivo per mantenere il terreno umido. Può essere attaccata da afidi e cocciniglie ed è bene intervenire per debellarli con prodotti specifici.