Coltivare la drosera
Le rose sono considerate le regine dei fiori, simboli e rappresentanti di tutti i fiori. Sono da sempre coltivate ed apprezzate in tutte le civiltà e ormai non si contano più gli ibridi sviluppati nel corso dei secoli, anche se le specie classificate sono solo 150, che hanno comportamenti arbustivi ma anche rampicanti, sermentosi e addirittura arborei. La rosa fa parte della famiglia delle Rosaceae, ed è la protagonista di tantissimi concorsi, anche con premi molto ricchi, per stabilire annualmente i fiori più belli. I fusti, eretti e spinosi, possono essere lunghi dai 20 centimetri nelle specie erbacee fino a due metri in quelle arbustive. Sono piante molto resistenti, che non hanno preferenze per il terreno, anche se la grande pressione sui coltivatori per ottenere fiori sempre più belli, li spinge a soluzioni e concimazioni sempre più ricche, con letame maturo e molti altri segreti che vengono costituiti gelosamente. La parte più importante della coltivazione è la potatura, che serve a ottimizzare la crescita della pianta, e a produrre fiori molto belli. In genere si fanno potature corte per lasciare due o tre gemme per concentrare le energie nelle infiorescenze. La rosa, oltre che per scopi ornamentali, è molto usata nell'industria profumiera, come è logico, e nelle essenze. La moltiplicazione più utilizzata è la talea, in modo da ottenere sempre una pianta uguale a quella madre e non vanificare gli sforzi fatti per ottenerla. Le ibridazioni e la semina sono invece praticate dai professionisti o da chi non intende dedicare molto tempo.