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la calendula

Aggiornato il 4 domande frequenti
la calendula

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Al contrario di quanto probabilmente si può immaginare, esistono due tipi di calendula. La calendula officinalis e la calendula arvensis. In questa sede parleremo soltanto della seconda: una pianta erbacea appartenente al genere delle Compositae ed estremamente comune nei paesi mediterranei, suo habitat naturale. Cresce allo stato spontaneo nei prati, in ambienti ruderali e ai bordi delle strade. Da un punto di vista prettamente morfologico, la calendula arvensis ha una forma tutta propria: dispone di un gambo eretto ed alto non meno di 70 centimetri, ricoperto da una fine peluria chiara che riesce a farlo apparire addirittura vellutato. Le foglie sono lanceolate, simili a quelle della rucola, ed hanno i margini dentati, mentre le infiorescenze sono di colore arancio vivo, disposte in capolini e reclinanti su un lato. I principi estratti dalle foglie e dai fiori di calendula non contengono sostanze allergiche e vantano proprietà disinfettanti e antiinfiammatorie: ricorrono spesso nella cura di ferite e contro i dolori mestruali. In cosmesi, la calendula arvensis è tra i migliori astringenti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Calendula officinalis e Calendula arvensis?
    La differenza più evidente risiede nell'aspetto morfologico e nelle dimensioni. La Calendula arvensis presenta uno stelo eretto e robusto, alto almeno 70 centimetri, ricoperto da una fine peluria chiara che le conferisce un aspetto vellutato. Al contrario, la Calendula officinalis è generalmente più compatta e cespugliosa. Entrambe appartengono alla famiglia delle Compositae, ma la arvensis è tipica degli ambienti spontanei mediterranei, crescendo spesso in modo selvatico lungo le strade o nei prati, mentre l'officinalis è più comunemente coltivata a scopo ornamentale o erboristico.
  • Come riconoscere visivamente la Calendula arvensis nel prato?
    Per identificarla facilmente, osserva lo stelo: deve essere eretto, alto oltre i 70 cm e coperto da una peluria chiara vellutata. Le foglie sono lanceolate, con margini dentati, molto simili a quelle della rucola selvatica. L'elemento distintivo finale sono le infiorescenze: si presentano come piccoli capolini di un arancio vivo, caratterizzati dall'essere reclinati su un solo lato dello stelo. Questa combinazione di altezza, peluria fogliare e fiori penduli la rende unica rispetto ad altre piante spontanee simili.
  • Quali proprietà terapeutiche vanta la Calendula arvensis?
    Questa pianta è apprezzata in erboristeria per le sue spiccate proprietà disinfettanti e antiinfiammatorie. I principi attivi estratti sia dalle foglie che dai fiori vengono utilizzati tradizionalmente per accelerare la guarigione di ferite superficiali e per alleviare i dolori mestruali. Un vantaggio significativo è che i suoi estratti non contengono sostanze allergeniche, rendendola adatta a molti soggetti. Viene impiegata sia in applicazioni topiche locali che in preparazioni interne per lenire infiammazioni varie.
  • In quali ambiti viene utilizzata la Calendula arvensis in cosmesi?
    Nel settore cosmetico, la Calendula arvensis è considerata uno degli astringenti naturali più efficaci. Grazie alle sue proprietà contrattili sui tessuti, aiuta a rassodare la pelle e a ridurre l'aspetto poroso, risultando ideale per pelli grasse o miste. Viene spesso inserita in formulazioni per creme viso, tonici e acque micellari per contribuire a purificare l'epidermide e controllare la produzione di sebo, offrendo un'alternativa naturale e delicata rispetto ad alcuni ingredienti chimici aggressivi.

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