Porro-5
Il porro è un ortaggio di origine mediterranea già molto apprezzato in antichità e conosciuto sia dai Romani che dai Greci, che ne esaltavano le qualità aromatiche e officinali. Probabilmente la sua origine è italiana, e comunque è diffusissimo nel nostro paese sia per il consumo crudo che cotto. Può essere sia biennale che annuale, ed è una pianta erbacea atipica, con un fusto molto particolare composto da una guaina di foglie serrate fra loro come a formare un unica parte. Queste foglie molto dure sono in parte interrate, bianche e in parte aeree, verdi. A differenza degli altri ortaggi la parte commestibile è rappresentata dalla parte bianca che termina con un apparato radicale molto corto e composto da numerose e piccolissime radici. Alla sommità del fusto si sviluppa ad un anno dalla semina, un'infiorescenza a ombrello o globulosa di moltissimi e piccoli fiori che possono assumere colorazioni rosa, bianche o anche lilla. Come pianta mediterranea ha preferenze per i climi temperati, ma non patisce comunque il freddo e la sua coltivazione si spinge anche a nord delle Alpi. Il terreno adatto deve essere fine e fertile, senza elementi sassosi che alterino la parte bianca del fusto. Buona anche la fertilità da apportare con concime di letame matura e ricchezza di minerali. Necessita di buone esposizioni mentre le annaffiature devono essere moderate e modulate ogni dieci giorni, intensificabili in caso di soccorso. Si consiglia una semina invernale in semenzaio e una messa a dimora primaverile delle piantine, in modo da ottenere risultati migliori. La raccolta dipende dal tempo della semina, con le piante ben sviluppate. Per il consumo si devono eliminare le foglie esterne troppo dure per essere commestibili.