Porro-28
Nella famiglia delle Alliaceae, la stessa di cipolla e aglio, si conta anche la Allium Prrum, il porro nel suo nome comune, un ortaggio da fusto decisamente particolare e antico. Nativo del Mediterraneo, era infatti molto apprezzato in antichità. I Romani, come d'abitudine, lo diffusero con successo in tutto l'Impero grazie anche alla sua resistenza al freddo e oggi l'Italia non ha più il primato delle coltivazioni che appartene alla Francia. La pianta è dotata di un finto fusto molto alto composto fa una guaina di foglie fascicolate. La parte interrata, quella bianca, è quella commestibile mentre quella verde, aerea, viene scartata in quanto troppo dura. Il vero fusto, nella parte terminale, da luogo all'infiorescenza composta da piccoli capolini bianchi raggruppati in forma globulosa. Ha un estrema adattabilità a tutti i tipi di terreni, pur preferendo quelli leggeri. Le concimazioni va fatta a 30 centimetri di profondità con letame maturo. Ama le buone irrigazioni frequenti, con cui naturalmente non bisogna formare i ristagni idrici. La propagazione avviene per semina, che deve essere superficiale in quanto l'apparato radicale di questa pianta è estremamente corto. Il terreno deve essere zappettato per rompere la crosta superficiale e renderlo fino. Tra le piante bisogna porre delle distanze di circa 15-20 centimetri. La raccolta avviene a scalare in tutte le stagioni tranne che nella primavera. La sola malattia conosciuta che attacca il porro è un tipo di cancro che provoca crepe e deformazioni nel fusto.