Porro-25
Il porro è un ortaggio da fusto molto coltivato in Europa, specialmente in Francia, ma diffuso nel continente dai Romani che ne apprezzavano molto le qualità aromatiche, in particolare si racconta che l'imperatore Nerone fosse molto goloso di porro tanto da essere chiamato il porrofago. Il porro viene definito dai botanici come il genere Allium porrum, classificato nella famiglia delle Alliaceae, la stessa che include aglio e cipolla. Il porro ama i climi caldi, ma non soffre affatto il freddo e quindi le sue coltivazioni si estendono anche al nord Europa, dove è ugualmente apprezzato come in Francia, principale produttore mondiale. Ha una conformazione del tutto particolare, con piccole e corte radici attaccate ad una guaina di foglie fascicolari che nascondono il vero fusto. In parte sotterranee, bianche e tenere, commestibili, e in parte aeree, verdi e dure, non commestibili. Dal vero fusto, alto circa un metro e mezzo, si sviluppano le infiorescenze a ombrello, con piccoli fiori bianchi. Ama quindi le posizioni luminose e anche l'irraggiamento diretto, con terreni fertili, leggeri, per non bloccare il debole apparato radicale, senza altre caratteristiche particolari. La concimazione si effettua invece con lavorazioni profonde e letame maturo o vegetali in decomposizione. Le irrigazioni devono essere molto moderate, sempre in considerazione della delicatezza della radice. La riproduzione avviene per semina invernale o primaverile, con buchette di profondità massima di un centimetro, questo perché l'apparato radicale è di eguale lunghezza all'incirca. La raccolta può essere effettuata a scalare in considerazione della semina.