Porro-22

Orto

Porro-22

Il porro ha una coltivazione antica ma soprattutto un'ottima resistenza al freddo che lo ha fatto diffondere anche nei paesi del nord Europa.

di Redazione

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Porro-22

Il porro è una pianta antica che veniva coltivata già dai Romani e dagli altri popoli del bacino del Mediterraneo che ne apprezzava le qualità sia in cucina che nella medicina arcaica. I Romani poi, come tutta quello che riguardò la cultura del tempo, lo fecero conoscere in tutto l'impero, dove ebbe notevole popolarità tanto che ancora oggi lo si coltiva intensivamente soprattutto ad esempio in Francia, il primo produttore mondiale, e in Inghilterra, per preparare zuppe e profumare soffritti e carne in umido. Il porro, Allium Porrum per i botanici, fa parte della famiglia delle Liliaceae, ed ha un apparato radicale molto corto e fino, in cui il fusto, composto da una guaina di foglie, è in parte sotterraneo. Questa parte è la più morbida ed è quella commestibile, utilizzata in cucina. Si riconosce dalla colorazione bianca, mentre la parte aerea, verde, è composta da foglie dure non commestibili. In pratica si tratta di un finto fusto, che termina con il vero fusto sul quale si sviluppa l'infiorescenza a globo o ombrello, di piccoli fiori bianchi che possono produrre molti semi. Visto il tipo di apparato radicale, il terreno deve essere molto soffice, leggero, da arricchire ma non in profondità, per permettere alle corte radici di reperire facilmente i minerali. Il letame dovrà quindi essere leggero ma posto al massimo a 20 centimetri dalla superficie. Il porro ama le buone esposizioni ma il suo punto di forza è nella resistenza al freddo, che ne consente la coltivazione anche nelle zone settentrionali. Semina e raccolta vengono praticate a scalare per avere un buon raccolto durante tutto l'arco dell'anno.

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