Melone-29
Anche il melone fa parte della grande famiglia delle Cucurbitacea ed è anch'essa una pianta rampicante o strisciante, la Cucumis melo, coltivata per il suo frutto, il dolce e polposo melone che riempe le tavole italiane specialmente in estate, spesso scambiato per la classica frutta da albero. Probabilmente la pianta è nativa dell'Africa o forse della Persia, comunque venne introdotta dagli Antichi Egizi già cinque secoli prima di Cristo, e poi diffusa intensivamente dai Romani. Già dalle sue origini si comprende che il melone ama i climi caldi e temperati, e necessita di ottime esposizioni solari. Ha radici profonde, anche un metro e mezzo, specializzate nella ricerca di acqua che costituisce una grande percentuale della sua composizione. L'infiorescenza ha problemi di impollinazione tanto che la fruttificazione coinvolge solo il 10 per cento dei fiori. Il terreno preferito è quello lavorato in profondità con del buon concime letamico, ricco di potassio. Anche in questo caso, viste le generose irrigazioni richieste dalla pianta, è bene proteggere il frutto dal pericolo di marciume ponendo un film plastico di separazione con il terreno. Appena comparse le infiorescenze si deve procedere con una buona cimatura per lasciare solo le foglie basali e concentrare le energie nella fruttificazione. La raccolta deve essere effettuata con il frutto maturo, visibile dal colore e dalle screpolature della spessa buccia. Inoltre il profumo aromatico e classico del frutto è un altro indice di maturità. Particolare attenzione nella sua coltivazione va posta agli afidi, alle cocciniglie e al grillo talpa.