L' origine del nome e i luoghi in cui l'Aglio Orsino cresce spontaneamente

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L' origine del nome e i luoghi in cui l'Aglio Orsino cresce spontaneamente

L'aglio è un ortaggio dalle numerose proprietà nutrizionali e officinali, con coltivazioni molto intensiva in tutto il Mediterraneo. La sua coltivazione è relativamente semplice.

di Redazione

L' origine del nome e i luoghi in cui l'Aglio Orsino cresce spontaneamente

L'aglio è un ortaggio da bulbo appartenente alla stessa famiglia delle cipolle con il nome scientifico di Allium Sativum. È una pianta erbacea bulbosa che trova utilizzi alimentari e officinali, grazie alle molte proprietà antisettiche, antipertensive, antiossidanti, antitumorali, antibiotiche e antitrombotiche, oltre a combattere i sintomi dell'influenza. La sostanza principale che fornisce le proprietà officinali e il forte odore di zolfo è l'alliina. L'aglio è una pianta nativa del bacino del Mediterraneo, che ama il caldo e il nostro clima. È tra gli ortaggi più coltivati, trovando spazio in moltissimi piatti tipici di tutte le cucine europee. Il terreno preferito, come per tutte le bulbose, è soffice, in modo da non compromettere la crescita del bulbo. Da bulbo si sviluppano radici sottili, fibrose, e il fusto eretto, di circa 80 centimetri, con foglie fascicolate lunghe e opposte che rappresentano la prima parte del fusto. Il vero fusto, lungo pochi centimetri, sviluppa sulla sommità l'infiorescenza a ombrella, composta da numerosi fiorellini bianchi. Le foglie basali invece avvolgono i bulbi, fungendo da protezione alle preziose riserve della pianta. Il terreno deve essere leggero e ricco di nutrienti, con concimazione profonda e organica. Durante la crescita si suggerisce di supportare la pianta con fertilizzazioni potassiche e fosforiche. Le irrigazioni non sono necessarie se non in caso di soccorso. La moltiplicazione avviene grazie ai bulbi, che vanno sotterrati con la parte superiore, opposta alla radice, rivolta verso l'alto. La raccolta va effettuata quando le foglie superiori sono seccata, con il taglio della pianta prima di lasciare i bulbi nella terra per circa sei giorni.

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